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Fiori e sirene spiegate: i vigili del fuoco si stringono alla polizia di Stato dopo la tragedia di Napoli

 

Chi fa il loro mestiere lo sa ma non ci si può e non ci si deve mai abituare. I vigili del fuoco di Piacenza nel pomeriggio del 30 aprile hanno deposto dei fiori davanti al cippo dei caduti della polizia di Stato in questura per la morte dell'agente Pasquale Apicella a Napoli nei giorni scorsi. Un gesto di vicinanza e affetto che in questo periodo di pandemia assume un'importanza ancora più grande. Vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, polizia locale, guardia di finanza non hanno mai smesso di lavorare e sono stati e sono tuttora in prima linea come gli operatori sanitari per fare quello che sanno fare: salvare vite, proteggere, prevenire e far rispettare la legge. Il prezzo è alto, molti sono stati contagiati dal Covid e il comando dei pompieri piacentino lo sa bene: il loro comandante, Danilo Pilotti, è ancora ricoverato come anche altri carabinieri e agenti della polizia locale del Piacentino. I pompieri hanno quindi voluto dimostrare la vicinanza alla polizia di Stato e porgere le condoglianze per l'ultimo agente morto che va ad aggiungersi ad altri, troppi caduti di tutti i corpi, solo per citare gli ultimi in ordine di tempo: i tre vigili del fuoco morti in un'esplosione ad Alessandria, il carabinire ucciso a Roma, i due poliziotti assassinati a Trieste. Anche Piacenza ha pagato un prezzo alto con la tragica morte in servizio dell'assistente capo Giuseppe Beolchi e del carabiniere Luca Di Pietra a Castelsangiovanni, per non contare tutti coloro che sono rimasti feriti. Ad accoglierli in viale Malta il questore Pietro Ostuni che li ha ringraziati profondamente, e poi, come è giusto che sia le sirene spiegate, un gesto semplice ed estremamente significativo per salutare chi non c'è più e per fare forza a chi c'è ancora. 

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