La protesta degli agricoltori: «Senz’acqua nessun prodotto di qualità»

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Non ci stanno gli agricoltori alla bocciatura del progetto della traversa di Sant’Agata a Mirafiori che sarebbe servita ad irrigare mille ettari coltivati con prodotti di pregio come il pomodoro piacentino e per sottolineare tutto il loro comprensibile disagio e proprio nel momento in cui comincia ad affacciarsi ancora lo spettro di una grave siccità come quella che aveva colpito il territorio piacentino nel 2017, hanno deciso di manifestare parcheggiando i loro trattori presso il parcheggio dello Stadio.

Quello che non si capisce, secondo gli imprenditori agricoli è perché alcuni rappresentanti di enti locali (Parco del Trebbia, ambientalisti, Comune di Rivergaro), non comprendano che il problema dell’acqua è di tutta la società civile e che chi oggi irriga, con tecniche ultramoderne, senza sprechi, ritorna poi l’acqua alle falde.

Secondo i promotori della manifestazione, ovvero i soci del “Condominio Rivo Villano”, è evidente che in questi anni si è subito i cambiamenti morfologici dell’alveo del fiume che si è abbassato notevolmente generando un enorme fatica a derivare la nostra portata. Ed è stata proposta una soluzione irrigua (prelievo con pompe) che a parere di molti sarà assai impattante verso l’eco-sistema e per la qualità dell’aria

Nonostante le trattative con il Consorzio di Bonifica per realizzare una struttura “a caduta” per l’acqua,una traversa appunto, prospettare sollevamenti “meccanici” comporterebbe un ulteriore costo e inquinamento in un  tratto del torrente importante dal punto di vista paesaggistico.

Oltre ad impoverire il settore agro- economico, secondo i promotori della contestazione- vi sarebbe ulteriore indebolimento del tessuto ambientale: l’acqua del Rio Villano serve infatti anche ad alimentare le falde freatiche sotterranee e far si che il paesaggio di Rivergaro risulti sempre verdeggiante. Coldiretti, Consorzio di bonifica, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, tutti concordi nel lanciare l’allarmeper la resistenza delle istituzioni alle realizzazione di opere fondamentali alla gestione della rete irrigua.

Per Franco Boeri presidente Cia Piacenza “è chiaro che l’agricoltura ha bisogno di infrastrutture; di fronte ad una siccità anonima, ci sono problemi per le semine di pomodoro. Bisogna far capire all’opinione pubblica che si può conciliare i bisogni irrigui con il DMV perché senza l’acqua non c’è neppure il cibo di qualità; oltrettutto non si è affatto tenuto conto delle esigenze degli agricoltori che l’acqua la utilizzano per il proprio lavoro, in modo parco e poi ritorna nell’ambiente. Senza dimenticare la improcrastinabile necessità di un invaso per la Val Nure che ha sete!”.

Un concetto ribadito da Marco Crotti presidente di Coldiretti Piacenza:” la scarsità d’acqua è un problema di tutti, anche civile, e come tale va affrontato. L’agricoltore non è colui che spreca l’acqua, perché l’acqua ha un costo e gli agricoltori non amano gli sprechi. Non solo. Il reticolo idrico minore funzionale all’irrigazione è un patrimonio storico e culturale del territorio e contribuisce a garantire la biodiversità in maniera diffusa. Chiediamo ora un approccio condiviso, serio e responsabile delle problematiche che riguardano l’acqua, dalla questione del deflusso minimo vitale ai rilasci del Brugneto, per non continuare a gestire in emergenza tutte le situazioni, sia che si tratti di siccità sia nel caso del problema opposto, ovvero allagamenti e inondazioni.”

“Cambiano i governi- chiosa Filippo Gasparini presidente di Confagricoltura Piacenza- ma i problemi restano sempre gli stessi; oggi noi siamo qui a dimostrare che il mondo agricolo è compatto ed unitario nella difesa di un sistema produttivo unico al mondo per la sua qualità e che ora rischia di essere smantellato negandoci la possibilità di lavorare, con ricadute negative su tutta la collettività e l’economia”.

Piena solidarietà espressa da Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica: “La nostra presenza per sostenere una parte fondamentale della nostra società;  condividiamo la preoccupazione da parte degli agricoltori perche per loro l’acqua è strategica. Ma l’atteggiamento acritico e solo ideologico di alcuni stakeholder e soggetti amministrativi li priva di un diritto fondamentale, quello del lavoro.

Ora è indispensabile un confronto sul metodo. Il Parco del Trebbia ci pone davanti ad una gara ad ostacoli assurdi con una visione poco strategica che non sa valutare il futuro e che ci fa rischiare ritardi improponibili. Gli strumenti per fare opere ci sono, oggi manca il sostegno amministrativo che ci metta in condizioni di realizzare i nostri progetti”.
Giuseppe Romagnoli

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