Fridays For Future, 5mila studenti in corteo per il clima nel segno di Greta Thunberg

Grandissima partecipazione per il terzo sciopero globale per il clima, organizzato dal gruppo di Fridays For Future Piacenza. A marciare pacificamente con i giovani anche associazioni e comuni cittadini

Il corteo

Uno sciopero per l’ambiente nel segno di Greta Thunberg. Nella mattinata di venerdì 27 settembre, lungo le vie del centro storico, è andato in scena il terzo sciopero globale per il clima, organizzato dal gruppo di Fridays For Future Piacenza. Una manifestazione sentita e ampiamente partecipata, con circa 5mila presenti tra studenti, associazioni e comuni cittadini. 

Il corteo, partito intorno alle 9 dal Liceo Respighi, ha attraversato le principali vie della città - Corso Vittorio Emanuele, Largo Battisti, Piazza Cavalli, via Cavour e viale Risorgimento - per concludersi in via Maculani, dove la folla si è riunita insieme agli organizzatori per tirare le somme della giornata e scambiarsi opinioni in merito a vari argomenti di sicurezza e sostenibilità ambientale.

«E’ la prima volta che partecipiamo a questa manifestazione: siamo molto contente di essere qui e di vedere così tante persone insieme per lo stesso obiettivo, quello di salvaguardare il nostro pianeta» hanno detto con entusiasmo Giulia Guselli, Elisa Burgazzi, Vittoria Bravi, Sofia Sverzellati e Chiara Plaku, studentesse al primo anno del Romagnosi. «In questo avvio dell’anno scolastico non abbiamo parlato molto del tema ambientale, speriamo di affrontare l’argomento nei prossimi mesi e di vedere iniziative ambientali anche all’interno della nostra scuola».

Tra i ragazzi, moltissimi quelli giustificati dai presidi per l’assenza scolastica, accogliendo quanto auspicato dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti nei giorni scorsi.

Cartelloni divertenti e provocatori, striscioni e cori hanno accompagnato la protesta pacifica e apartitica per tutta la sua durata, con grande soddisfazione da parte degli organizzatori: «Possiamo constatare come il messaggio sia arrivato a tantissima gente; non possiamo fare altro che aspettarci un maggior impegno da parte dell’amministrazione locale riguarda a queste tematiche, facendo meno parole e più fatti», ha spiegato Daniele Rossetti. «La risposta da parte dei ragazzi e della cittadinanza è stata fantastica, non ci aspettavamo ancora così tante persone: è il segno di un’attenzione e di una sensibilizzazione sempre in crescendo».

«Frequento la quinta superiore, ma personalmente ho paura per il mio futuro e per quello che farò: come faccio a progettare il mio divenire se non so nemmeno che fine farà il nostro mondo?» ha domandato Lucrezia Galli, all’ultimo anno del Liceo Gioia. «Ci stiamo autodistruggendo, vivendo su un pianeta che sta morendo giorno dopo giorno: non possiamo permettere che succeda, perché questo è l’unico che abbiamo».

«Protestare è importante, ma tutto deve partire dall’istruzione: dobbiamo essere informati sulla storia e sull’attualità, per sapere quai solo gli errori da non commettere nuovamente e capire dove stiamo andando» ha aggiunto Matteo, studente universitario.

«Questa è una giornata storica, abbiamo superato i numeri dello scorso 15 marzo: oggi siamo più di 5mila. Tutto questo è importantissimo per la salvezza del nostro pianeta, partendo dal nostro territorio. I nostri consiglieri devono darsi una svegliata e rendersi conto che il clima sta impazzendo, non c'è più tempo da perdere» ha concluso Luca Casana, organizzatore e membro di Fridays For Future Piacenza.

Oltre ai ragazzi degli istituti superiori, numerosa è stata anche la partecipazione di scuole primarie e secondarie cittadine, come l’elementare De Gasperi e le medie Calvino e Nicolini, con i giovani studenti che hanno letto messaggi e pensieri personali.

Il gruppo piacentino di Fridays For Future ha infine ricordato l'obiettivo ultimo della manifestazione, ovvero quello riuscire ad ottenere la “Dichiarazione di emergenza climatica” anche per la città di Piacenza. Per raggiungere questo traguardo è stata organizzata una raccolta firme, a cui è stato possibile aderire già dalla mattinata e che successivamente verrà portata anche nelle scuole della città.

«Il 27 settembre in occasione del “FridaysForFuture” ci sono state mobilitazioni degli studenti in tutta Italia per sensibilizzare la popolazione sul cambiamento climatico. Lo sciopero è stato “autorizzato” dal neo ministro dell’istruzione e della ricerca, Lorenzo Fioramonti, attraverso una circolare ministeriale che condona l’assenza del ragazzo o della ragazza che si recherà alla manifestazione», si legge in un nota da parte di UGL Giovani. «Come UGL Giovani rivendichiamo il diritto a partecipare ad uno sciopero libero e non “autorizzato” o peggio stimolato dallo stesso governo che dovrebbe farsi artefice di vere e strutturali azioni per migliorare la situazione climatica. Quindi non andando a gravare ulteriormente i lavoratori con tasse green ma richiedendo che tutti gli Stati come la Cina, gli Usa o l’India smettano di costruire nuove centrali a carbone e rispettino i patti internazionali sull’emergenza climatica. Come Ugl Giovani preferiremmo invitare tutti gli studenti e le studentesse che venerdì non sono andati a scuola a fare una bella scampagnata green e scioperare autonomamente in qualsiasi altro giorno, o sotto un ambasciata di qualche stato asiatico dove sicuramente non vedremo mai la nostra “amata” Greta», continua.

«Il problema di Greta è molto semplice, una protesta non potrà mai essere efficace se supportata dai potenti, dietro ONE Campaign, tra i supporters, c’è il marchio Coca Cola che ogni anno produce 3 milioni di tonnellate di plastica e Cargill che appartiene ai cinque grandi colossi della carne che produce più gas serra delle grandi compagnie petrolifere. Bisogna cambiare il modello di sviluppo. Finché vivremo in un sistema liberal capitalista non si cambierà niente e fin quando  il profitto e il libero mercato saranno i modelli che segue l’economia l’inquinamento non diminuirà. A fronte dell’infanzia di Greta che viene rubata dai “Grandi” ci sono milioni di bambini che fanno gli schiavi per sorreggere il sistema che Greta non ha alcuna intenzione di combattere. A questi bambini e a chi li rappresenta non verrà sicuramente dato spazio all’Onu perché direbbero veramente come stanno le cose. La scuola deve rappresentare il posto dove i ragazzi crescono, si confrontano e si formano come persone e come parte integrante e attiva del popolo e non può diventare il luogo dove il non rispetto delle regole viene istituzionalizzato dall’organo che invece dovrebbe controllarlo. Concedere o autorizzare una manifestazione o uno sciopero è diseducativo e controproducente perché non responsabilizzando la protesta si vanificano i sacrifici e si rendono inefficaci tutte le richieste. Lo scontro generazionale finisce quando viene permesso!», conclude.

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