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Giovedì, 13 Giugno 2024
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A Biffi Arte le messi letterarie del "raccoglitore" di Carmelo Sciascia

Presentato il diario pubblico con 30 saggi di riflessioni, di opinioni e considerazioni di Carmelo Sciascia

A Biffi Arte (via Chiapponi, 39) Carmelo Sciascia ha presentato in dialogo con il giornalista Gaetano Rizzuto, il suo ultimo libro “Il Raccoglitore”, inanellando un nuovo appuntamento alla collana letteraria iniziata nel 2011.  Nella bella sala gremita di pubblico e in osservanza alle cautele sanitarie anti covid-19, Gaetano Rizzuto ha ricordato il giorno 18 febbraio 2020 quando sempre a Biffi Arte era stato presentato il “Diario 2019 del piacentino di Sicilia”: tre giorni prima della chiusura di Piacenza e dell'Italia per pandemia. La nuova presentazione, la decima della serie, interrompe dopo 588 giorni Il grande silenzio dell’incontro in presenza, un tempo durante il quale Carmelo è anche rimasto confinato per tre mesi dalle norme pandemia a Rocalmuto, in Sicilia da dove, però ha continuato far arrivare la sua parola, così come nei mesi successivi dalla sua Piacenza, espressa con articoli pubblicati sul nostro quotidiano e in seguito, su altri media: pagine di esperienze dirette, riflessioni, opinioni, considerazioni, attualità, cultura, il richiamo a qualche bel film e bel libro, analisi politiche sociali e di costume condite da provocazioni letterarie. Venti di questi articoli compongono le messi letterarie de Il Raccoglitore 2020 le cui pagine sono state sfogliate e commentate da Rizzuto accompagnate da domande anche provocatorie alle quali l’autore ha piacevolmente replicato con il linguaggio profondo ricco di cultura.

In questa ultima raccolta l’osservatorio dell’autore ha una visione prevalentemente nazionale, ma “il piacentino di Sicilia” riserva le maggiori attenzioni ai fatti e ai misfatti che hanno come palcoscenico l’isola e la nostra città come nel capitolo “Qualcosa non va...”, dal quale proponiamo alcuni brani:

NON VA CHE si sia puntato l'obiettivo sul Ritratto di Klimt in modo maniacale (basta vedere il numero delle pubblicazioni) direi in modo inversamente proporzionale al posto che occupa lo stesso quadro nel panorama della vasta produzione dell'Autore. Nel mondo dell'arte altri quadri hanno fatto fortuna in seguito a furti, più o meno appariscenti. Ma a ben guardare sono state opere di diversa e di non comparabile levatura.... Succede così che mentre tutta l'attenzione viene puntata sul Klimt ritrovato, cade il buio sulle tante opere cittadine che meriterebbero attenzione per la loro peculiarità storico-artistico-architettonica!

NON VA CHE a Piacenza si sia potuto verificare un caso come lo scandalo della Caserma Levante, mi verrebbe da omettere il sostantivo Carabinieri, perché è assurdo pensare che dentro un'istituzione come la Benemerita si sia potuto verificare quello che è avvenuto. ... Perché credo che anche in questo caso le responsabilità ci sono, responsabilità che vanno cercate e trovate in una struttura organizzativa che spesso rispecchia la logica conseguenza di precise scelte politiche.

NON VA CHE ogni qualvolta in città si cerca di progettare qualcosa di nuovo si pensi di realizzarlo a scapito di qualcos'altro. Per realizzare un ospedale qualcuno aveva pensato addirittura di costruirlo nel parco della Pertite, ipotesi finalmente accantonata (si spera una volta per tutte, perché a volte purtroppo ritornano!).

NON VA CHE si continui a consumare comunque terreno agricolo, mi pare Piacenza in proposito sia la prima in ambito regionale, grazie alla costruzione di capannoni sempre più numerosi e grandi per potere sfamare l'insaziabile fame della logistica (ultima frazione presa di mira Roncaglia).

NON VA CHE si parli di tanto in tanto di sanare aree degradate per dare alla città quel pezzetto di puzzle mancante per farIa più bella che pria. Vedere al riguardo il manufatto di Borgo faxhall (se non altro per la contiguità con l'ex Mercato - similes cum similibus congregantur -) che doveva diventare una stazione di pullman ed un parcheggio per pendolari, poi una Galleria, infine è diventato un anonimo Centro Commerciale ingombrante ed invadente. La stessa logica ho paura possa farsi strada con l'ex Mercato Ortofrutticolo. Demolirlo per farne un parcheggio e poi .... Demolire e sotterrare, come per il palazzo ex Enel e ... ricostruire!

Sono convinto che in questa sequenza di "non va", quest'anno come nei recenti anni trascorsi, ognuno può mettere la sua presa d'atto, dai sostenitori del recupero dell’ex albergo di via San Marco per farne un museo verdiano, da chi avrebbe voluto che i resti del teatro romano fossero rimasti visibili, da chi vorrebbe fare dell’ex Mercato una "Cittadella dello spettacolo", da chi non avrebbe voluto vedere esposti i cavalli di Paladino accanto ai cavalli del Mochi, perché fra loro non può esserci dialogo (tesi Bruna Milani) e perché, a mio parere, sarebbe stato meglio lasciarli stare nella loro montagna di sale a Gibellina, per dove sono stati pensati e collocati una prima volta.

Nell’anno appena finito, la paura ha impedito qualsiasi seria e profonda riflessione sulla letteratura, sulla storia, sulla politica. Parafrasando Lucio Dalla possiamo dire che l'anno vecchio è quasi finito, ed anche se qualcosa ancora qui non va, speriamo in bene, nel prossimo.

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