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Sabato, 13 Agosto 2022
Sanità / Bobbio

«A Bobbio un vero piccolo ospedale o un OsCo solo un po' potenziato?»

Il Comitato "Terme e Val Trebbia”: «Qualcosa si sta recuperando se l’obiettivo è fornire alla valle e dintorni una migliore e più attrezzata presenza sanitaria. Ci sono però dei punti da chiarire»

«Con delibera 387 del 29 luglio 2022 dell'Ausl di Piacenza l'OsCo di Bobbio cambia  denominazione, diventa “Stabilimento ospedaliero all'interno del presidio unico aziendale”. Nel documento  - scrive in una nota l'associazione “Comitato Terme e Val Trebbia” - si riconosce che il presidio di Bobbio è l’unico nell’Appennino piacentino, serve inoltre agli abitanti dell’alta val Trebbia, dell’alta val Nure e aggiungiamo, anche dell’Alta val Tidone.

«Qualcosa si sta recuperando se l’obiettivo è fornire alla valle e dintorni una migliore e più attrezzata presenza sanitaria. Ci sono però dei punti da chiarire. La delibera di Ausl specifica i paletti entro i quali ci si dovrà muovere. I posti letto - scrivono - rimarranno gli attuali 24 (10 dedicati alle cronicità e 14 alle riabilitazioni).  Si tratta di attività che richiedono essenzialmente una presenza infermieristica».

«Dal 2016, data di declassamento a OsCo, non tutte le prestazioni erano state dismesse, nonostante non fossero previste dalla condizione di OsCo. Punto prelievi, radiologia, emodialisi, day service per oncologia. Il consultorio familiare e quello per disturbi cognitivi, la riabilitazione ortopedica, la cura dell'osteoporosi sono accessibili su prenotazione e solo in alcune giornate, tramite personale esterno o libero professionista. Altre prestazioni, come l'oculistica, sono andate perse in questi anni. Alcune di queste prestazioni - prosegue la nota - il recente DM77 2022 sulla medicina territoriale le colloca tra le competenze delle costituende Case di Comunità (ex case della salute). A Bobbio ne è programmata una, presso l’ex bocciodromo. Si tratterà quindi di vedere se e come queste prestazioni saranno mantenute e riorganizzate con l’ apertura della Casa di Comunità».

«Quali cambiamenti e migliorie rispetto la condizione precedente saranno portate dalla denominazione “Stabilimento Ospedaliero”? La delibera Ausl - spiegano - rimanda ogni ulteriore passaggio a successive deliberazioni da realizzare in coerenza con le linee regionali, in particolare quella di giunta num 2040/2015. Questo è un punto critico. Perché la strategia e gli obiettivi della pianificazione sanitaria del 2015-16-17 si sono rivelati inadeguati nel 2020 e ancora non è finita. Per ora, al di là del cambiamento di nome l'offerta sanitaria rimane quella attuale».

«Bobbio - dicono - rimane un presidio dedicato all'assistenza infermieristica su lunghe degenze (cronicità e riabilitazioni). Rimane confermato l'impegno per la messa in sicurezza dei locali, la nuova camera mortuaria la sistemazione del parcheggio. Sapremo cosa cambierà col passaggio da OsCo a Stabilimento Ospedaliero solo se ci sarà un progetto da valutare più nel dettaglio su quali reparti (oltre alle cronicità ed alle riabilitazioni) saranno attivati per la “presa in cura” dei cittadini, quale programma di investimenti, in dotazioni e personale medico ed infermieristico».

«Facendo (per esempio) riferimento allo Stabilimento Ospedaliero di Borgotaro, (per caratteristiche territoriali e socio-economiche molto simile alla val Trebbia), si parla di reparti di chirurgia, ortopedia, cardiologia, ginecologia, cure palliative, laboratori di analisi, Pronto Soccorso h24. Se qualcosa si è mosso col cambio di denominazione questo ancora non dice cosa cambierà effettivamente, se sarà un vero piccolo ospedale o un OsCo appena un po’ potenziato. La delibera vuole annunciare una scelta di cambiamento, ma sarà il progetto concreto a dire la vera portata di questo cambiamento».

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