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Sabato, 13 Agosto 2022
Attualità Gragnano Trebbiense

A Gragnano Tari azzerata per famiglie a disagio sociale, bar, ristoranti ed altre attività commerciali

Questa la notizia più attesa da chi ha vissuto un altro difficile anno lavorativo a causa del Covid e annunciata nell’ ultimo Consiglio Comunale

Tari azzerata a Gragnano nel 2021 per bar, ristoranti ed altre attività commerciali oltre che per famiglie a disagio sociale: questa la notizia probabilmente più attesa da chi ha vissuto un altro difficile anno lavorativo a causa del Covid e annunciata nell’ ultimo Consiglio Comunale. E’ stata infatti la Tari, con le modifiche al relativo Regolamento e con le tariffe per l’anno 2021, che ne ha quasi monopolizzato lo svolgimento. Convocato con l’eccezionale presenza di Riccardo Cassinelli, il giovane gragnanese che ha voluto aderire all’iniziativa di “Un Giorno da Sindaco”, il Consiglio ha deliberato la ratifica di alcune variazioni di bilancio e la concessione della cittadinanza al Milite ignoto come sollecitato da Anci. Il sindaco Patrizia Calza ha poi provveduto a relazionare in merito a diversi provvedimenti riguardanti la Tassa sui Rifiuti. Nonostante il Vice Ministro Castelli, qualche ora prima, accogliendo l’istanza di Anci avesse dichiarato che il Governo provvederà con un decreto legge ad hoc a posticipare l’approvazione di tariffe e regolamento Tari al 31 luglio prossimo, l’Amministrazione Comunale di Gragnano ha ugualmente provveduto all’adozione dei provvedimenti. 

Così la sindaca ha spiegato che, come deciso in Consiglio D’ambito di ATERSIR il 7 giugno scorso, le tariffe Tari del 2021 rimangono ferme a quelle del 2019 per tutte le utenze. Il totale dei costi per il servizio rifiuti a Gragnano, da coprire con le tariffe, è pari a 622.781,71 euro.  Con il Nuovo Metodo tariffario adottato da ARERA, in realtà il costo del servizio vedrebbe un aumento del 2,8% ma grazie all’Accordo raggiunto tra Iren e Atersir e approvato dai Sindaci, il maggior costo, pari per il Comune di Gragnano a 13.870,59 euro, verrà recuperato dal gestore nei 5 anni successivi. Le tariffe dei contribuenti rimarranno pertanto invariate rispetto a quelle del 2019, così come invariate sono le percentuali di quote fisse e quote variabili e i criteri di ripartizione dei costi tra utenze domestiche e utenze non domestiche. 

Le novità più significative introdotte nel regolamento Tari derivano dall’adeguamento al D.lg. 116/2020 che ,recependo  a sua volta   una Direttiva Europea, ha modificato la classificazione dei rifiuti che ora saranno solo urbani , speciali, pericolosi e non pericolosi, eliminando la possibilità di assimilazione dei Comuni, sottraendo alla base imponibile del prelievo sui rifiuti parti rilevanti di superfici legate ad attività agricole, industriali e artigianali e prevedendo la possibilità di uscita  dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti da parte delle  Utenze Non Domestiche che dimostrino di aver avviato a recupero i rifiuti prodotti mediante l’intervento di soggetti privati autorizzati . Modifiche queste ultime che non tengono conto del Nuovo Metodo Tariffario introdotto da ARERA e che rischia di creare grandi incertezze oltre che aggravio di costi per le altre utenze rimaste nel settore pubblico. 

Tornando alle agevolazioni, oltre a quelle previste per legge per i residenti AIRE, l’art. 21 bis del Regolamento approvato prevede quelle per covid-19 anno 2021distingue tra Utenze non domestiche e utenze domestiche. Quanto alle prime, i negozi di abbigliamento, cartoleria, erboristeria, parrucchieri, barbieri, estetisti, orafi, ristoranti trattorie, osterie, pizzerie, bar, caffè, pasticcerie, negozi di generi alimentari o plurilicenze  alimentari e/o miste (esclusi i supermercati) e fioristi godranno di una riduzione della TARI del 100%. Pertanto gli esercenti tali attività non dovranno pagare la seconda rata e potranno ottenere il rimborso della prima presentando istanza entro il 30 luglio tramite PEC e allegando copia della quietanza.

Quanto alle utenze domestiche sarà esentato dal pagamento della TARI nel 2021 chi si trova nelle condizioni per il bonus sociale per disagio economico per la fornitura di servizi come energia elettrica e/o gas con indicatore ISEE fino a 8.265 euro o con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20mila euro o titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza. 

«Per finanziare queste agevolazioni - ha spiegato il sindaco -l’Amministrazione ha deciso di utilizzare le risorse Covid a disposizione anche se quelle di cui al D.lg. Sostegni bis non sono ancora state precisamente quantificate. Da informazioni assunte dovrebbero essere pari a 50mila euro per le utenze non domestiche e 10mila per quelle domestiche, pertanto abbiamo deciso di procedere a quella che ci pare una misura importante e di equità sociale».

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