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Monticelli / Monticelli d'Ongina

A Isola Serafini si riscopre la cultura dell'orto con il Testamento dell’Ortolano 

Un progetto di agricoltura sociale a Isola Serafini premiato dal Bando Coltiviamo Agricoltura Sociale di Confagricoltura 2021

Si chiama Il Testamento dell’Ortolano, proprio come l’omonimo monologo teatrale tratto da un racconto di Antonio Catalano e messo in scena dal Teatro degli Acerbi di Asti, e racconta il forte legame tra le persone e la terra nella piccola frazione del Comune di Monticelli d’Ongina, Isola Serafini. Il progetto promuove la rinascita degli orti privati che hanno storicamente connotato tutte le abitazioni dell’isola, il cui valore culturale è stato minacciato da un progressivo abbandono della pratica di autoproduzione, a causa delle condizioni fisiche e mentali degli anziani proprietari, ulteriormente aggravate dall’emergenza sanitaria. In questo senso la pratica agricola viene concepita a carattere sociale, mediante un supporto reciproco tra gli anziani del paese e un giovane disoccupato under 35, che si occuperà della cura e manutenzione degli orti e al tempo stesso riceverà una formazione diretta dai proprietari, che potranno trasmettere la propria esperienza e conoscenza. Ecco cosa si intende per “testamento dell’ortolano”, ovvero un prezioso percorso di scambio e confronto tra due generazioni al fine di non perdere i valori identitari di un luogo, grazie all’agricoltura.

La Partnership

Promotrice del progetto è l’Azienda Florovivaistica Guido Bearesi di Monticelli d’Ongina, associata a Confagricoltura Piacenza, che ha messo in campo la sua storica esperienza sul territorio per sostenere le giovani realtà locali, così costruendo un vero e proprio team di lavoro insieme ai ragazzi della Cooperativa Sociale di Comunità Isola dei tre ponti, nata proprio dagli abitanti di Isola Serafini e attiva dal 2018. La collaborazione reciproca tra le due realtà ha dato vita ad una forte rete di sinergie locali che racchiude competenze e sensibilità differenti ma complementari tra loro, che hanno conferito al progetto una visione più ampia e consapevole. Tra queste l’agronoma Gema Jiemenez, la cui esperienza diretta nell’ambito agricolo si è rivelata fondamentale all’interno del gruppo, motivo per cui le è stata assegnata una borsa di studio per la frequenza alla settima edizione del Master di Agricoltura Sociale presso l'Università di Roma Tor Vergata, riconosciuta all’interno dei premi previsti dal bando di Confagricoltura. Un importante contributo al progetto va riconosciuto inoltre alla Prof.ssa Elisa Silvi, docente presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente Stanga di Cremona, con la quale si sta definendo una possibile collaborazione futura presso gli orti di Isola Serafini insieme agli studenti della scuola superiore. La proposta ha inoltre dato seguito in ambito sociale ad un progetto regionale promosso da LEAP (Laboratorio Energia Ambiente Piacenza) di cui Confagricoltura Piacenza è partner, dal titolo L’isola del futuro, anch’esso incentrato sullo sviluppo sostenibile del territorio e avente come punto di partenza proprio Isola Serafini.

Attività previste

Le attività previste dal progetto prevedono un primo periodo di formazione di un giovane disoccupato under 35 che seguirà un percorso pratico presso l’Azienda Bearesi, per poi entrare in contatto con il lavoro vero e proprio negli orti di Isola Serafini. A seguito del percorso formativo verrà infatti istituito un servizio di cura e manutenzione dei terreni privati, a titolo gratuito per gli anziani che ne beneficeranno, ma che al tempo stesso costituiranno parte attiva di tutto il processo di rigenerazione. Saranno infatti gli anziani stessi a guidare il giovane aiutante in tutte le attività, a partire dalla progettazione e ri-conformazione degli spazi dei propri orti, fino alla scelta e all’acquisto delle semenze e delle varietà che saranno coltivate, ritrovando quel vitale contatto umano di cui l’emergenza sanitaria li ha privati. In un’ottica di sostenibilità ambientale, l’esubero dei prodotti coltivati sarà venduto insieme ad altri prodotti coltivati su altri terreni concessi in comodato da alcuni privati del luogo, al fine di garantire un futuro al progetto anche quando il contributo di Confagricoltura sarà esaurito. L’intento infatti è quello di avviare una pratica inedita e sperimentale sul territorio monticellese, al fine di raccoglierne i risultati e perfezionare il servizio per poi replicarlo anche in altri contesti. Il supporto di Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio, il Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Piacenza - Onlus (CdS) ed i servizi sociali del territorio sarà fondamentale per l'introduzione delle risorse umane necessarie al fine del proseguimento del progetto nel pieno della sua mission, dove chi ha appreso può a sua volta insegnare e innestare quel circuito virtuoso di scambio e apprendimento intergenerazionale.

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