Mercoledì, 22 Settembre 2021
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“A Sant'Anna di Stazzema è morta l'umanità”. Anche il Comune di Piacenza alla commemorazione

La  cerimonia  a  ricordo  delle  560  vittime nel  77° anniversario  dell'eccidio  nazifascista

«La  reazione  istintiva  sarebbe  un  silenzio  carico  di  rispetto  e  commozione,  ma  è giusto  e  doveroso  invece  che  di  Sant'Anna  di  Stazzema  si  continui  a  parlare,  per conservare  la  memoria  come  monito  e  insegnamento  della  storia».  A  sottolinearlo  è  il consigliere   Sergio   Pecorara,   chiamato   a   rappresentare   oggi   l'Amministrazione comunale  nel  borgo  toscano,  dove  si  è  tenuta  la  cerimonia  a  ricordo  delle  560  vittime nel  77° anniversario  dell'eccidio  nazifascista.  Come  sempre,  tra  i  labari  e  gli  stendardi di  tante municipalità italiane,  non mancava il  gonfalone  di  Piacenza, retto dagli  agenti Calogero  Bonaventura e Sara Chiappini  della Polizia Locale. «Rendere  il  nostro  tributo  alle  vittime  innocenti  di  quella  strage  –  rimarca  Pecorara - significa  riflettere  sulla  brutalità  e  sugli  orrori  della  guerra:  nel  massacro  che  il  12 agosto  1944  ha  colpito  al  cuore  una  comunità  intera,  infierendo  innanzitutto  su bambini,  donne  e  anziani  inermi,  c'è  la  negazione  di  ogni  scintilla  di  umanità.  In quelle  esecuzioni  impietose,  nelle  case  incendiate  e  nella  devastazione  di  quel  giorno c'è  un  dolore  che  oggi  sentiamo  anche  nostro,  in  cui  possono  riconoscersi  tutti  coloro che  credono  nella pace, nella libertà, nell'inviolabilità della vita». Alla  celebrazione  della  messa,  officiata  dall'arcivescovo  di  Pisa  monsignor  Giovanni Paolo  Benotto,  è  seguito  il  corteo  sino  al  Sacrario,  dove  sono  intervenuti,  tra  gli  altri, il   sindaco  di  Stazzema  Mauro  Verona,  il  presidente  dell'associazione  Martiri  di Sant'Anna  Enrico  Pieri  e  il  sottosegretario  ai  Rapporti  con  il  Parlamento  Deborah Bergamini.  Alla  presenza  del  giornalista  Sandro  Ruotolo,  è  stata  inoltre  inaugurata  la simbolica  panchina per  la libertà di  stampa. 

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