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"A tutta bici”, l'incontro promosso da Fiab Amolabici nell’ambito della settimana della mobilità sostenibile

Una bicicletta declinata a 360 gradi: dall’uso cittadino a quello cicloturistico e poi a quello sportivo, con gioie e dolori

"A tutta bici” è l’auspicio emerso l’altra sera in Sant'Ilario alla serata promossa da FIAB Amolabici nell’ambito della settimana della mobilità sostenibile. Una bicicletta declinata a 360 gradi: dall’uso cittadino a quello cicloturistico e poi a quello sportivo. Con gioie e dolori. Si, perché se, come ha dimostrato il recente Giretto d’Italia (6179 passaggi in bici monopattino e biciclette elettriche tra casa e scuola\lavoro calcolati alle porte della città fra le 7,30 e le 9,30  del 17 settembre- in netto aumento rispetto all’edizione dello scorso anno), l’utilizzo dei mezzi di mobilità dolce  è sempre più gradito, è altrettanto vero che i problemi annessi non mancano.

Entrando nello specifico: dopo un saluto dell’assessore Mancioppi, che ha affermato che le figlie, iniziando a spostarsi in autonomia, hanno richiesto la bicicletta e  non il “motorino” , Attilio Veneziani, vicepresidente di Fiab Amolabici ha illustrato al pubblico il decalogo della Settimana europea della mobilità sostenibile. Quindi il presidente dell’associazione piacentina, Angelo Nani, con l’ausilio di foto e filmati ha mostrato alcuni viaggi cicloturistici da lui effettuati in Italia ed Europa, a dimostrazione del fatto che è possibile praticare un turismo responsabile, ecologico e dolce, che permette di cogliere particolari interessanti che sfuggirebbero con un altro modo di viaggiare. Ma questo è possibile laddove esistono piste ciclabili  sicure, curate e dotate di buona segnaletica. Cosa che non sempre è. Da qui l’auspicio che si possano prevedere in futuro sempre più investimenti in tal senso.

E’ stata quindi la volta dell’ospite della serata, Giancarlo Perini, il noto ciclista carpanetese che ha al suo attivo dieci Tour de France, fra il 1984 e il 1995. Nonostante abbia smesso con l’attività agonistica da molti anni, il fuoco sacro della bici non lo ha abbandonato. “La bicicletta ti rilassa, ti permette di lavorare con più serenità e slancio” ha affermato, sottolineando che quasi tutti i giorni esce per una sgambata di un paio d’ore.  Ma il ciclismo lo occupa a tempo pieno: titolare di un negozio di biciclette,  organizzatore della granfondo e presidente della squadra - entrambe  .portano il suo nome – è un serio conoscitore del settore.

 Purtroppo si è rammaricato del fatto che anche il ciclista sportivo, a tutti i livelli, non trova sicurezza sulle strade. Vivace il dibattito col pubblico. Le varie voci intervenute hanno ribadito la necessità di un’educazione alla mobilità ciclistica molto precoce, che veda il connubbio scuola-famiglia; l’urgenza di scelte politiche che diano sempre più spazio alla sicurezza di pedoni e ciclisti, dato l’alto numero di incidenti che vede coinvolte queste due categorie; e infine l’urgenza di un cambio di rotta che superi la visione parziale ed inserisca la mobilità dolce in un quadro più ampio e imprescindibile di salvaguardia dell’ambiente

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