Addio a Eugenia Ratti, a lungo docente di canto al Conservatorio Nicolini

Dopo aver ottenuto successi internazionali ed aver cantato coi più grandi della lirica, fra cui Maria Callas, si era dedicata all’insegnamento e alla famiglia, le sue grandi passioni

La voce cristallina, magica, straordinaria di Eugenia Ratti si è spenta, ma tutta la bellezza, l’arte, la passione e gli insegnamenti trasmessi continueranno a vivere in noi che abbiamo avuto la grande gioia e l’onore di essere suoi allievi. I miei pensieri corrono lontano, quando fui ammessa al Conservatorio Nicolini negli anni in cui docente di Canto era il grande tenore Gianni Poggi e il corso di Arte Scenica era affidato ad Eugenia Ratti: due artisti di grande fama, che accoglievano gli allievi e trasmettevano loro l’arte con grande perizia unita ad estrema naturalezza e impegno, gioendo dei nostri risultati e indirizzandoci nelle scelte migliori per il nostro futuro. Eugenia Ratti, bellissima, aveva un sorriso dolce e un portamento da vera diva: ci insegnò a non temere il palcoscenico in quanto rappresentazione della vita, che si deve affrontare valorizzando il talento con l’impegno e lo studio. Le sue lezioni di Arte Scenica erano fantastiche: ci trasportava in un modo magico, immergendoci nell’atmosfera temporale di ogni opera, facendoci sognare quando cantava per noi con la sua voce inarrivabile, potente, decisa, cristallina e perfetta…

Dopo aver ottenuto successi internazionali ed aver cantato coi più grandi della lirica, fra cui Maria Callas, si era dedicata all’insegnamento e alla famiglia, le sue grandi passioni: non aveva alcun rimpianto dei tempi passati in quanto la sua arte la dedicava ai giovani, per i quali insieme all’adorato marito, il regista Della Janna; realizzava rappresentazioni liriche con gli allievi.

Il Conservatorio grazie a lei e a Gianni Poggi era una fucina di talenti internazionali: infatti si iscrivevano al Nicolini allievi che arrivavano appositamente dal Giappone, dall’Islanda, dagli Stati Uniti, oltre che dai paesi del sud est asiatico per poter frequentare le classi dei due grandi maestri. L’ambiente internazionale a Piacenza allora era il Conservatorio: una grande opportunità sia per noi studenti che per tutta la città.

Ci insegnò a recitare, ma soprattutto ci spiegò che nella vita l’importante è credere in quel che si fa: si deve affrontare da vincitore ogni sfida, così come l’entrée nel palco deve avvenire a testa alta.

Ma lei era inarrivabile: semplice e immediata nei modi, accogliente, ma sempre diva. Bastava un gesto, uno sguardo, un sorriso che calamitava gli occhi di tutti i presenti, trasmettendo molto di più di quanto riescano a fare fiumi di parole….

La professoressa Eugenia Ratti rimarrà viva nei nostri cuori di studenti, ma soprattutto vorrei che noi piacentini comprendessimo l’amore che Eugenia e il marito hanno sempre nutrito per la nostra terra piacentina a cui hanno donato lustro, amore e cultura. Grazie maestra Eugenia, spero che Piacenza sia in grado di mantenere degnamente la tua memoria.

Marilena Massarini

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