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Africa Mission, dall'Italia all'Uganda 50 corridori alla Venice Marathon per costruire un nuovo pozzo

Dal 25 ottobre all’1 novembre amici, volontari, ex caschi bianchi e collaboratori locali ed espatriati correranno per sensibilizzare alla raccolta fondi “Run for water run for life” attivata sul sito di “Rete del dono”. Piacenza record con una trentina di adesioni

Corrono a Piacenza, a Biella, a Treviso, a Mede, a Lodi. Ma anche a Kampala e a Moroto. Alcuni sono runners quasi di professione, altri invece hanno un passato da caschi bianchi e da volontari oppure un presente come collaboratori espatriati o ugandesi. Sono circa 50 i corridori che partecipano alla Venice Marathon 2020 con i colori di Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, tenendo alto il motto "Run for water, run for life" che nel concreto vuole dire una cosa: raccogliere fondi per costruire un altro pozzo in Uganda.

La prima adesione è arrivata dalla pluricampionessa Paola Gianotti: sulla sua scorta una trentina di piacentini ha deciso di partecipare e da lì tanti altri che dal 25 ottobre all'1 novembre ogni giorno correranno nei loro paesi, monitorati dall'app della maratona che quest'anno si svolge "in remoto", coi partecipanti chiamati a correre nei loro territori.

Del resto Africa Mission Cooperazione e Sviluppo può contare su tanti amici in Italia e in Uganda: diverse sono state le adesioni alla manifestazione che si lega tradizionalmente alla raccolta fondi attiva su  www.retedeldono.it/it/progetti/africa-mission/run-for-water-run-for-life fino a marzo. Come dire: per aiutare il Movimento a costruire un pozzo non c'è bisogno di correre e c'è ancora tempo. 

Tornando alla maratona invece, a partecipare sono runners “professionisti”, ma anche ex caschi bianchi, volontari e collaboratori del Movimento che si alterneranno nella corsa in diverse province d’Italia e in Uganda. Fra i primi, un gruppo di appassionati che si fa chiamare “Cacciatori di albe” e che ogni martedì mattina, prima che sorga il sole, va ad allenarsi sull’Appennino. In queste settimane però lo ha fatto con una motivazione in più: quella di aiutare una realtà attiva in Uganda da quasi cinquant’anni.

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