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«Agli insegnanti lombardi che lavorano a Piacenza impedito di fare il vaccino in entrambe le regioni»

Gilda Insegnanti: «Non garantito il vaccino a tutti i docenti, invitiamo la politica a risolvere il problema»

«Nelle scuole piacentine  opera un numero significativo di docenti e di  altri addetti che risiedono in altre regioni, molti di loro stanno riscontrando difficoltà a prenotare la vaccinazione sia nella regione di provenienza che a Piacenza, ciò a causa della diversa organizzazione che si sono date le stesse regioni che gestiscono l’organizzazione in maniera molto diversa l’una dall’altra. Un esempio lampante riguarda coloro che risiedono nella vicina Lombardia, gli viene negata la prenotazione del vaccino perché non sono inseriti negli elenchi regionali lombardi dei lavoratori della scuola attivi e a Piacenza non possono perché non residenti. Sono esclusi anche tutti i docenti e gli altri addetti che hanno più di 65 anni, proprio loro ai quali sarebbe opportuno somministrare il vaccino anti Covid in via prioritaria e che invece non sono al momento vaccinabili proprio a causa dell'età». La Gilda degli Insegnanti ancora una volta evidenzia che i rappresentanti della principale categoria del settore, i docenti, sono stati esclusi da tutti i tavoli di concertazione aperti a Piacenza relativi alle situazioni scolastiche inerenti l’emergenza Covid, eppure hanno chiamato anche i ragazzi che fanno i rappresentanti studenteschi. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Piacenza e Parma, rileva che «i referenti politici del territorio quasi sempre si dimenticano che a Piacenza e provincia esistono migliaia di docenti» – continua – «la dice lunga il fatto che nessun responsabile politico operante sul territorio si preoccupi di considerare le istanze delle rappresentanze di una categoria così numerosa di cittadini-elettori, alla fine i risultati si vedono».

RANCAN: «A PIACENZA PERSONALE UNIVERSITARIO ESCLUSO DAL PIANO VACCINALE E COSTRETTO AD ANDARE IN LOMBARDIA: LA REGIONE CI SPIEGHI»

«Incredibile e sconcertante che il personale universitario di Piacenza debba recarsi in Lombardia per poter ricevere il vaccino anti-Covid. Siamo di fronte all’ennesimo caos nella campagna vaccinale regionale». Così il capogruppo in Regione della Lega Matteo Rancan in merito alla situazione che si sta verificando nel piacentino. «La Regione aveva annunciato che il personale scolastico e quello universitario avrebbero avuto diritto alla prenotazione del vaccino AstraZeneca e l’assessore alla scuola Paola Salomoni aveva indicato la categoria come prioritaria perché molto esposta. Peccato che i moduli di autocertificazione dell’Asl non siano uguali in tutte le città emiliano-romagnole: mentre a Piacenza occorre dichiarare di essere operatore scolastico docente o non docente, presso il servizio educativo dell’infanzia o servizio scolastico, in altre province si aggiunge un’opzione: quella dell’operatore universitario», rileva l’esponente del Carroccio.

«Secondo quanto ci risulta in nessuna provincia si stanno verificando problemi per i lavoratori dell’Università, se non a Piacenza, dove la categoria non riesce ad accedere ai vaccini. Alcune persone, addirittura, avrebbero ricevuto la prima somministrazione ed ora si vedono negata la seconda», ha aggiunto. «La situazione ha dell’incredibile: sarebbe la Regione Lombardia a correre in soccorso del personale universitario emiliano-romagnolo, rendendosi disponibile a effettuare la vaccinazione di dipendenti e collaboratori in quanto i due Atenei piacentini hanno sede principale a Milano», ha detto il leghista. «Chiediamo quindi conto dell’imbarazzante situazione al governatore Bonaccini e alla sua Giunta: i cittadini meritano informazioni chiare e serie e non di dover affrontare l’ennesimo caos», ha concluso Rancan, annunciando che sulla questione presenterà un’interrogazione.

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