Agrisystem: al via la presentazione dei progetti di ricerca

E’ iniziata la consueta sessione di presentazione dei progetti di ricerca che stanno predisponendo gli allievi della Scuola di dottorato Agrisystem, corso triennale post laurea che si occupa dello studio del settore agroalimentare che, com’è noto, oggi richiede competenze sempre più complesse e specifiche e, soprattutto, interdisciplinari

Marco Trevisan

E’ iniziata la consueta sessione di presentazione dei progetti di ricerca che stanno predisponendo gli allievi della Scuola di dottorato Agrisystem, corso triennale post laurea che si occupa dello studio del settore agroalimentare che, com’è noto, oggi richiede competenze sempre più complesse e specifiche e, soprattutto, interdisciplinari. «Non a caso - ha chiarito il coordinatore Marco Trevisan - i lavori presentati sono di carattere storico economico, di microbiologia, e spaziano dal settore zootecnico, fino a quello enologico. Una scuola di alta specializzazione che negli anni è cresciuta sempre più nei numeri, a cui si iscrivono coloro che in futuro vorrebbero occuparsi di ricerca universitaria, ma che sovente sono poi assunti dalle più importanti ditte italiane, europee ed internazionali del settore che sono sempre alla ricerca di tecnici specializzati perché il sistema agro- alimentare, oggi è sempre più complesso e richiede nuove competenze».

Marco Marigliano, prima dei relatori, ha portato avanti una ricerca con l’obiettivo di ricostruire la storia della frisona che, nell’allevamento da latte ha soppiantato la bruna alpina. «Il comparto - ha spiegato - è stato caratterizzato dalle innovazioni tecnologiche che sono state poi trasmesse agli allevatori nei secoli tramite le Cattedre ambulanti prima, gli Ispettorati all’Agricoltura e dalle associazioni di categoria poi». Oggi la novità è rappresentata soprattutto dalla genomica; un’altra profonda “rivoluzione” è stata la fecondazione artificiale, l’utilizzo del seme canadese; negli anni ’70-’90 il piano nazionale per l’export ha sostenuto la trasmissione di know how, mentre le quote latte hanno incentivato la selezione per la qualità. Sono seguite le relazioni di Raffaele D’Annolfo, Roberta Palumbo, Donato Colangelo, Alice Senizza, Silvia Bettocchi e Paola Molinari.

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