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L'Ecce Homo ai raggi uv, tra materiali originali e restauri: le indagini su Nature

Nel restyling dell’Appartamento del Cardinale sarà previsto anche un apparato digitale che presenterà i più importanti esiti delle ricerche scientifiche condotte sulla tavola

Ecce Homo, Ritocchi in falso colore

L’Ecce Homo di Antonello da Messina del Collegio Alberoni di Piacenza è da qualche settimana al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale grazie alla pubblicazione di un articolo relativo al progetto di studi altamente sofisticati e non invasivi ai quali è stata sottoposta la tavola negli scorsi anni.  Il contributo scientifico è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale Nature – spiega la nota dell’Opera Pia Alberoni - ovvero il più prestigioso gruppo editoriale attivo al mondo in questo momento, quello che tutti i cittadini hanno imparato a conoscere come una delle fonti più accreditate di notizie e ricerche scientifiche in merito al virus covid19».

«L’articolo riassume gli esiti più importanti dello studio condotto nel 2018 da quattro équipes italiane che lavorano a livello internazionale nelle indagini diagnostiche su opere d'arte: si tratta del Cnr-Ifac, Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”- Consiglio Nazionale delle ricerche e del nodo di Firenze della rete per i beni culturali dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Infn (Infn- CHnet), entrambi presso il Polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino; del Cnr-Isti Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione “Alessandro Faedo”- Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa; del nodo di Bologna della rete INFN- CHnet e Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell'Università di Bologna». «Lo studio è l'esito felice della partecipazione dell'Opera Pia Alberoni alla selezione europea di E-RHIS.it 2017 European Research Infrastructure for Heritage Science. I risultati del progetto di ricerca erano stati presentati in un convegno di studi tenutosi alla Galleria Alberoni, il 28 novembre 2019, e anticipati da una conferenza stampa, tenutasi al Palazzo Reale di Milano nell’ambito della mostra Antonello da Messina, a cura dello storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa».

                                Ecce Homo, 2Xrf-2

L’articolo è firmato dai ricercatori Fauzia Albertin, Chiara Ruberto, Costanza Cucci, Marco Callieri, Marco Potenziani, Eliana Siotto, Paolo Pingi, Roberto Scopigno, Matteo Bettuzzi, Rosa Brancaccio, Maria Pia Morigi, Lisa Castelli, Francesco Taccetti, Marcello Picollo, Lorenzo Stefani e dalla restauratrice Francesca de Vita che, dal 2003, segue le condizioni conservative della tavola di Antonello da Messina su incarico dell’Opera Pia Alberoni. «La pubblicazione sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale Nature certifica l’elevata qualità degli studi condotti e riconferma l’alto valore storico, artistico della tavola raffigurante l’Ecce Homo custodita a Piacenza» prosegue la nota stampa. «Il progetto e le indagini condotte sull’Ecce Homo, e l’articolo che ne restituisce gli esiti, hanno infatti superato tutti i livelli di controllo e di verifica ai quali vengono sottoposte le ricerche scientifiche che vengono selezionate per la pubblicazione su questa prestigiosa rivista».

«La pubblicazione dello studio condotto sulla tavola dipinta da Antonello da Messina, raffigurante l’Ecce Homo e di proprietà dell’Opera Pia Alberoni, su di una prestigiosa rivista appartenente a uno dei più importanti gruppi editoriali scientifici del mondo, non giunge come una sorpresa inaspettata, ma anzi certifica e riconosce una ultra ventennale attività di monitoraggio, attenta e scrupolosa conservazione, studio e ricerca condotta sul capolavoro piacentino, grazie alla costante attenzione ad esso dedicata dall’Opera Pia e dal Collegio Alberoni» dichiara Giorgio Braghieri, presidente Opera Pia Alberoni. «È proprio in continuità con questo continuo impegno e attenzione che, nel 2017, Opera Pia Alberoni ha partecipato alla selezione europea di E-RHIS.it European Research Infrastructure for Heritage Science con un progetto di indagini scientifiche predisposto e realizzato dai laboratori mobili del Cnr (Ifac e Isti) e della rete di beni culturali dell’Infn (Infn-Chnet), in collaborazione con Francesca De Vita, restauratrice addetta dal 2003 al controllo e alla manutenzione della tavola, di concerto con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza». «Questo importante riconoscimento - aggiunge - ci conferma ancora una volta nella convinzione che la prima vera promozione dell’arte e della cultura sono la ricerca e lo studio finalizzati anche alla sua conservazione e ci impegna a continuare in questa direzione. Nel restyling dell’Appartamento del Cardinale, in via di ultimazione, sarà previsto anche un apparato digitale che presenterà i più importanti esiti delle ricerche scientifiche condotte sulla tavola. Un sentito ringraziamento a tutti gli Istituti che hanno realizzato la ricerca, in collaborazione con Opera Pia Alberoni, e ai ricercatori che hanno redatto e firmato l’articolo».

                                                       Ecce Homo, uv-2

La presentazione dell'articolo -  L'importanza dell'opera e la sua intrinseca fragilità richiedevano un approfondimento sulle condizioni del supporto, le tecniche pittoriche e i materiali impiegati dall'artista e successivamente dai restauratori. Quanto è emerso è fondamentale nel caso si dovesse nuovamente intervenire – anche solo in modo marginale – sull'opera. I dati raccolti sono altresì importanti per gli storici dell'arte, che potranno approfondire le conoscenze e confrontare le analisi sull'Ecce Homo di Piacenza con quelle condotte sugli altri capolavori del pittore messinese, oggetto da tempo di indagini diagnostiche importanti, anche se lo studio sulla nostra tavola ha caratteristiche di novità tali da farne, al momento, un prototipo nel campo della conoscenza scientifica. I risultati delle diverse analisi, infatti, sono stati interconnessi in modelli 3D e 2D, consentendo un approccio visibile delle reali condizioni sia dell’esterno che dell'interno della struttura, e di come tali fattori costitutivi abbiano comportato nel tempo alcuni tra i fenomeni di degrado.

Le irregolarità della superficie sono state analizzate con uno scanner 3D a luce strutturata (Cnr-Isti) e le condizioni del supporto con la tomografia a raggi X (Infn Bo). I materiali pittorici sono stati analizzati in maniera del tutto non- invasiva attraverso la fluorescenza a raggi X Ma-Xrf (Infn Fi) e la tecnica di imaging iperspettrale Hsi (Cnr-Ifac). Questo studio ha prodotto un'impressionante mole di dati, tanto da lasciare aperte le porte a nuove ricerche future. Per poter divulgare al meglio e rendere fruibili ai non addetti ai lavori e al grande pubblico i risultati scientifici ottenuti è stata quindi una preoccupazione dei ricercatori (unita alla vocazione fondativa alla divulgazione propria del Collegio Alberoni, che vanta – ricordiamolo – anche una collezione di strumenti antichi di grande importanza per la storia della scienza) trasporre i dati in un linguaggio accessibile a tutti e legato alle immagini. È stata quindi creata una piattaforma - fruibile tramite touchscreen - per divulgare i principali risultati scientifici ottenuti ma, pochissimi mesi dopo, la pandemia ha chiuso i musei e reso sconsigliabile l'uso promiscuo di questo sistema. Nella prossima riapertura sarà possibile fruire di questi contenuti attraverso proiezioni per piccoli gruppi di visitatori.

                                               Strumentazione xrf per indagini Ecce Homo-2

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