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«Gli espropri ("selvaggi") saranno minori, Anas ha fatto un po' di confusione»

Ammodernamento della Statale 45, il sindaco di Travo Albasi: «Ho chiesto un incontro al commissario Castellari. Alcune rotonde vanno bene, altre no. Si deve arrivare ad una veloce cantierizzazione dei lavori»

«È stata fatta un po’ di confusione da parte di Anas. Questo nuovo modo di avvisare le persone degli espropri, che sono provvisori, riferiti al tracciato esistente, ha creato confusione e preoccupazione». Lodovico Albasi, sindaco di Travo (e consigliere provinciale con delega alla Statale), giudica in questo modo la vicenda che da alcuni giorni sta seminando preoccupazione e rabbia tra i cittadini della Valtrebbia. «Si poteva gestire in modo diverso - riflette il primo cittadino -, non con l’invio ai cittadini di una lettera che li avvisa che scatterà un esproprio di metà o di tutta la loro casa. Ci sono persone che dovrebbero dare la camera da letto ad Anas e tenersi il bagno, assurdo. Comunque il tutto si dovrebbe risolvere con la Conferenza dei Servizi, che delineerà il progetto esecutivo. Spero che si svolga davvero a giugno, ma non c'è ancora la certezza».

  • Sindaco, secondo la sua esperienza questi espropri sono sovrastimati e sovradimensionati?

Certo, sicuramente. È la normativa che prevede questo tipo di percorso, con l’articolo 11 della legge degli espropri. Poi con l’articolo 16 si determina l’effettivo esproprio. Nel primo progetto non si toccava nemmeno una casa. Gli espropri sono selvaggi, non hanno alcun senso. Nel tratto di Casino Agnelli e Quadrelli prima si lasciavano le case in pace, ora ne tolgono dieci. I progetti vanno condivisi, non ci si comporta così. Spero che il commissario abbia a cuore la cosa».

  • Il suo Comune come si muoverà? Quali sono i prossimi passi?

Abbiamo cercato di rispondere a tutti i cittadini che ci hanno chiesto informazioni, poi è chiaro che non possiamo sostituirci ad Anas. Ho chiesto un incontro al commissario Aldo Castellari per sapere se siamo davvero ad un passo dalla Conferenza dei Servizi o no. L’Amministrazione di Travo chiede chiarimenti su alcune scelte. 

  • Come valuta l’atteggiamento del comitato di cittadini?

Non ho visto ostruzionismo da parte loro. Ribadisco però che sono contrarissimo ad una statale 45 lungo il fiume Trebbia. Qua va trovato un giusto compromesso.

  • Il tratto Rivergaro-Cernusca va messo in sicurezza?

Altroché, l’obiettivo nostro è quello da sempre. Non vogliamo una pista di velocità, ma un tratto di Statale 45 più sicuro. Ad oggi non lo è, non rispetta i canoni di Statale. Abbiamo troppi accessi alla strada che non garantiscono agli utenti di immettersi nella Statale in condizioni di sicurezza. Questo è il principio che seguiamo fin dall’inizio.

  • Le rotonde sono una giusta risposta a questo bisogno?

È proprio uno degli argomenti che evidenziamo ad Anas. Qualche rotonda è necessaria, alcune non lo sono. Ci possono essere altri modi per favorire l’ingresso degli utenti, come corsie di decelerazione, troviamo esempi a Bobbio e Perino. Ci sono esempi di pericolosità attuale importanti, come l’innesto da Denavolo: chi arriva dalla provinciale, è costretto a fare manovra. O l’accesso di Bellaria. Parlando con Anas in alcuni casi è giusto realizzare rotonde, in altri arrivare ad un compromesso.

  • Della messa in sicurezza del tratto Rivergaro-Cernusca se ne parla da anni.

Il “Sistema Italia” fa in modo che, per questa progettazione, siano ormai già passati cinque anni. Capisco la presenza di regole e di burocrazia, sono un sindaco, però è ora di mettere in sicurezza la Statale 45. Il tempo ormai è scaduto, dobbiamo metterci tutti una mano sulla coscienza e lavorare insieme per arrivare il prima possibile alla cantierizzazione dei lavori.

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