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La presentazione

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All'Università Cattolica alla ricerca del bello nel mondo e nell’uomo

Presentata la settima edizione di "Quasi alla fine del mondo - Percorso di mondialità consapevole" in programma da febbraio a maggio 2020: «Contrastare il clima di paura, delusione e disimpegno che affligge la nostra epoca»

All'Università Cattolica alla ricerca del bello nel mondo e nell’uomo: così è stata presentata la settima edizione di "Quasi alla fine del mondo - Percorso di mondialità consapevole" in programma da febbraio a maggio 2020. Si parte venerdì 7 febbraio alle 20, con una quota di partecipazione di 50 euro (gratis per gli studenti) e iscrizione da effettuare online entro il 6 febbraio.

«Questa edizione vuole andare alla ricerca del bello, per contrastare il clima di paura, delusione e disimpegno che affligge la nostra epoca» ha spiegato Francesco Millione di Caritas. «La parola d’ordine è coinvolgere quante più persone e realtà possibili».

«Il tema di quest'anno è la bellezza: dell'incontro con popoli diversi, delle difficoltà che ovviamente si incontrano, delle esperienze che i relatori porteranno a tutti i partecipanti» ha aggiunto il professor Paolo Rizzi. «Tutto questo è sicuramente audace, perchè l'incontro con il lontano, in questi tempi di chiusura, è sicuramente coraggioso».

«Coinvolgere persone, esperienze e racconti su questi argomenti è fondamentale» ha concluso Laura Bocciarelli, vicepresidente Csv Emilia. «Porteremo tutto questo anche all'interno della realtà piacentina attraverso le parole e le testimonianze delle associazioni del nostro territorio, per promuovere e fare rete».

Si tratta di un corso per offrire ad operatori e organizzazioni di volontariato uno spazio dedicato per costruire momenti comuni di approfondimento, oltre a proporre un itinerario di formazione articolato a singoli cittadini interessati alle problematiche connesse alla mondialità: giustizia, finanza, cooperazione, conflitti e relazioni internazionali. Sono previsti una serie di incontri con docenti ed esperti, con testimonianze di persone e realtà territoriali impegnate sui tanti temi trattati, oltre ad una mostra di incisioni curata da Luigi Ferrari di Amnesty International.

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