In Cattolica la storia di Anna, la bambina affetta dalla sindrome di down raccontata a 60mila persone

Guido Marangoni, autore di "Anna che sorride alla pioggia", racconta un modo diverso di parlare della persona con disabilità, oltre l’indifferenza e la commiserazione, in modo positivo e con il sorriso

Un momento del Convegno

Nella mattinata di lunedì 3 dicembre, In occasione della “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, all’Università Cattolica di Piacenza è intervenuto l’ingegnere, scrittore e attore Guido Marangoni, che ha visto la sua vita cambiare dopo l’arrivo della terza figlia,  Anna, affetta dalla sindrome di down.

La storia di Marangoni, della sua bambina Anna e della sua famiglia rompe gli stereotipi, liberando dall’imbarazzo per un tema che si è soliti affrontare, anche ipocritamente, con toni e sguardi ammantati di commiserazione. Lo ha fatto prima con la pagina Facebook “Buone notizie secondo Anna” - che conta quasi 60mila followers - e poi con il libro “Anna che sorride alla pioggia”, premio selezione Bancarella 2018, dove scrive di sé e della sua famiglia con l’ironia e la profonda leggerezza che arriva al punto: quella di raccontare la potenza della fragilità.

«Da quando è arrivata Anna ho sentito l’esigenza di raccontare un punto di vista diverso relativamente alla disabilità esplicita, che spesso viene confusa con la persona. Ho voluto iniziare questa attività di comunicazione con uno stile leggero, per raccontare la nostra storia da un punto di vista semplice e quotidiano», ha spiegato Marangoni. «I social sono uno strumento potentissimo, e tutto ciò con intelligenza e ironia si può utilizzare per veicolare dei messaggi positivi. Oggi in realtà è la giornata mondiale di tutti, perché tutti noi abbiamo livelli più o meno evidenti di disabilità: ci hanno sempre insegnato a tenere nascoste le nostre fragilità, che non sono potenti, ma è potente il fatto di poterle condividere e raccontare».

«Ci domandiamo costantemente se vale la pena esporre in questo modo una bambina così piccola su internet: rispetto all’affetto e al supporto che riceviamo, ci sono stati davvero pochi episodi di odio da parte di haters o di troll. Tutto quello che è nato da questa vicenda è veramente carico di bellezza, contatti e condivisioni; non facciamo altro che sottolineare la bellezza della diversità di ognuno di noi».

«Celebrare questa giornata è diventata ormai una ricorrenza, avviata nel 1981 per volontà delle Nazioni Unite prima e della Comunità Europea poi. Volevamo caratterizzare la giornata odierna cercando di dare voce ai genitori e alle famiglie di ragazzi con forme di disabilità, cercando di sensibilizzare sempre di più su questo tema», ha spiegato Marisa Musaio, docente di Pedagogia delle relazioni educative.

Durante l’incontro sono intervenute anche Elena Zanfroni, docente di Pedagogia dell’integrazione e Alessandra Carenzio, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento.

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