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Alla festa di Halloween con divise naziste. Anpi: «Evento provocatorio»

Dopo l'annullamento di una festa che avrebbe preso «spunto da tragici fatti occorsi durante la Seconda Guerra Mondiale», Anpi denuncia: «La nuova serata vedeva ancora presenti temi che hanno avuto a che fare con la parte più orribile della storia dell’umanità»

La foto scattata da Anpi

In tre vestiti con divise naziste per partecipare all’evento proposto dall’Ufficio Turistico del Comune di Castellarquato per la serata di Halloween. Alcuni membri dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia li hanno fotografati e hanno inviato una lettera al sindaco Ivano Rocchetta per “denunciare” l’accaduto.

Circa un mese fa l’Ufficio Turistico del Comune di Castellarquato aveva inserito nel programma di eventi di Halloween una festa che avrebbe preso «spunto da tragici fatti occorsi durante la Seconda Guerra Mondiale» e con al centro della notte del 31 ottobre Irma Grese, «figura di una vera e propria carnefice attiva nei campi di sterminio tedesco». La sezione locale di Anpi aveva prontamente segnalato all’Amministrazione comunale l’evento, ritenuto fuori luogo; e chiedendo al sindaco Rocchetta “l’annullamento dell’iniziativa”.

Nella serata del 31 ottobre però, nonostante l’Amministrazione avesse annullato e sostituito l’evento con una nuova proposta denominata “3018 – Incubo post atomico”, alcuni appartenenti all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia hanno «potuto verificare direttamente e con stupore la presenza di personaggi abbigliati con divise naziste (da SS come da loro stessi affermato) che stazionavano in Piazza Matteotti». «Immaginiamo – scrive la presidente di Anpi Flavia Vescovi in una lettera indirizzata al primo cittadino - coinvolti tramite risorse che, in ultima analisi, possono essere considerate afferenti alla sfera pubblica».

Prosegue la lettera: «Dobbiamo purtroppo constatare che, nonostante l’annunciato annullamento di quanto precedentemente messo in programma, l’organizzazione della serata vedeva ancora ben presenti temi e personaggi che hanno avuto a che fare con la parte più orribile della storia dell’umanità, il tutto, detto per inciso, nella piazza che è dedicata ad una vittima del fascismo ovvero l’onorevole Giacomo Matteotti. Riteniamo che questo comportamento pervicace abbia il sapore della beffa, condotta in modo arrogante nei confronti, in primis, della cittadinanza arquatese (che aveva in modo massiccio espresso la propria riprovazione per quanto il gestore delle attività turistiche aveva intenzione di organizzare nella serata del 31 ottobre 2018), così pure nei confronti dell’Anpi. Ciò vale a nostro avviso anche nei confronti dell’Amministrazione Comunale che si era dichiarata contraria ed aveva annullato ufficialmente l’evento. Per questa ragione chiediamo quali provvedimenti l’Amministrazione stessa intenda intraprendere in merito».

«Anpi non è un’associazione che si occupa di turismo e non vuole diventare tale – precisano dall’associazione nella lettera. Siamo però attenti ad alcuni aspetti valoriali che vogliamo sottolineare. Siamo convinti che con questo tipo di iniziative si svilisca il patrimonio artistico arquatese, facendolo diventare strumento che incoraggia, in ultima analisi, le pulsioni deteriori dell’animo umano. Il turismo dell’orrore (questo è quanto si evince dalla locandina dell’evento) si trova in buona compagnia con coloro che visitano località dove si sono verificate reali tragedie, solo per il macabro piacere di farsi un cosiddetto “selfie”. E’ nostra ferma convinzione che la promozione turistica effettuata per mezzo del patrimonio pubblico debba farsi strumento della diffusione del bello».

La sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia presieduta dalla Vescovi definisce «provocatorio quanto accaduto» e sta pensando di interessare anche il Comitato Provinciale e l’Anpi nazionale.

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