Alla ricerca dell'ospedale ideale tra storia clinica e architettura

Dal Periti Day osservazioni di interesse sull'ospedale nuovo per Piacenza

Il 20° PERITI Day ha fatto propri l’accorato e sapienziale invito del sindaco a cavallo del millennio Gian Guido Guidotti che da anni ripete paternamente a Mistraletti: “dovete invitare meno relatori e terminare le pur belle mattinate alle ore 13 anziché alle 14 passate e sono così intervenuti ufficialmente solo “ I 4 dell’Ave Maria” che già si erano rivelati nella conferenza stampa di presentazione, giovedì 13 dicembre 2018 in Comune ossia Carlo Mistraletti  Della Lucia, Angelo Benzi, Domenico Ferrari  Cesena e Antonio Saginario.

In particolare Mistraletti e Benzi si sono incentrati sulla storia e sul futuro dell’ospedale grande fondato 500 anni fa a Piacenza. Con documentazione anche scritta, a disposizione “del popolo e di eventuali politici politicanti o meglio ancora di benefattori magnanimi”.  Pur in un dialogo analitico e integrato hanno adottato necessariamente 4 linguaggi: quello medico-chirurgico (e ginecologico), l’architettonico- ingegneristico, l’informatico- computazionale e quello neuro-psicologico (che potrebbe ricapitolare il tutto, ma anche esserne segregato, come la Psichiatria che dipendeva dalla Provincia. Eppoi potrebbe essere un capitolo a parte con la “malattia mentale” che -a dire di un noto avvocato- è stata anche abolita per legge!).

Nella pur sintetica carrellata storica si è partiti dal 1471. Quando sotto il saggio “coordinamento” del vescovo Giovanni Campesio si sono unificati nell’“Ospedale Grande” i quaranta Ospedaletti della città e del contado. La storia di 5 secoli era stata immortalata in un prezioso volume pubblicato nel 1973- allora presidente Bruno Villa -dal titolo “Cinque secoli di storia ospedaliera piacentina (1471-1971)”. L’ospedale di allora pare ancora in migliori condizione del ben più recente, travagliato e costoso “Polichirurgico”!

Per Mistraletti è sempre interessante e utile (Historia magistra vitae) ripercorrere l’evoluzione e i progressi successivi alla classica triade Medicina- Chirurgia e Ostetricia, esplosi dagli anni ’70. In particolare la nascita delle specialità “internistiche” dalla Medicina interna (Cardiologia, Pneumologia, Nefrologia ecc.), gli organi artificiali sostitutivi (Rene artificiale per primo da fine anni ‘60), i trapianti d’organo (dal nostro Edmondo Malan a Chris Barnard), le nuove tecniche diagnostiche radiologiche (con TAC, RMN, PET; in proposito è stata epocale una conferenza di Periti per l’Università popolare nella sede Amici dell’Arte, a metà anni ’80). Per non parlare della Chirurgia plastica e ricostruttiva di cui fu maestro e pioniere a Milano l’indimenticabile Luigi Donati (con Gianni Degli Antoni promotore nella nostra città del convegno nazionale di EIDOMATICA nel 1988). Oggi si propone lo Smart Hospital o quello 4.0 a prezzi modici, per tutta Italia (vedi ad esempio le proposte del milanese Maurizio Mauri).

Dopo il Mistraletti presidente della Società medicochirurgica di Piacenza, ha parlato sempre sul tema di un moderno ospedale “possibile” l’architetto Benzi, uno dei quattro progettisti nel ‘71 del “Salus 1970” poi sostituito - è stato detto - nel ‘77 dall’assurda proposta di un “ospedale del tutto nuovo, sul vecchio” idea impossibile), Ha analizzato i punti fondamentali, cruciali del problema; il sito, le dimensioni e i tempi per un’architettura confortevole, ma altresì adeguata e integrata ai bisogni del cittadino e del paziente, come anche proporzionata alle dimensioni e alle strutture del territorio circostante. E’ ben noto, fra l’altro, che almeno un terzo degli “utenti” lamenta gravi e penose difficoltà per l’accesso alle cure (peraltro quasi in tutt’Italia, con notevoli differenze regionali).

Più d’uno dei partecipanti al XX simposio ha pensato a quale apporto potrebbe venire oggi, in queste discipline, da Pierfrancesco Periti (“buon medico, ottimo patologo generale, ma genio della matematica e dell’informatica”), scomparso 20 anni fa, come anche da parte di Gianni Degli Antoni, scomparso 2 anni fa, caposcuola e docente incomparabile a Milano e Crema. Sono poi intervenuti il cardiologo e critico d’arte Angelo Marchesi su “Il Demone continuo di Pierfrancesco Periti”, e con interessanti puntualizzazioni dei medici Rosanna Cesena e di Manfredi Saginario.

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