Alle Scuderie di Maria Luigia la mostra su storia, usi ed abusi di Palazzo Farnese

La mostra, visitabile fino al 5 gennaio 2019, è accompagnata da un libro-catalogo ricco di immagini e del testo guida di Valeria Poli. Il libro documenta la storia del Palazzo e delle aree limitrofe con circa 200 immagini dell’Archivio Foto Croce di Maurizio Cavalloni, che evidenziano gli “usi e abusi” subiti dal palazzo dalla fine dell'Ottocento ai primi decenni post seconda guerra mondiale

L'inaugurazione della mostra, foto di MAURIZIO CAVALLONI

Fino al 5 gennaio 2019, per gentile concessione del 2° Reggimento Genio Pontieri, presso le ex scuderie di Maria Luigia in Piazza Cittadella, è visitabile la mostra "Usi e abusi del Palazzo Farnese di Piacenza - itinerario fotografico attraverso le immagini dell'Archivio Storico Croce", allestita con il sostegno di Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Rotary Club. Per l’occasione è stato pubblicato dalla Edizioni Tip.le.co di Piacenza un volume di 128 pagine dedicato al senatore Alberto Spigaroli (morto il 18 agosto 2014), presidente dell’Ente Farnese costituito nel 1962). Il libro documenta la storia del Palazzo e delle aree limitrofe con circa 200 immagini dell’Archivio Foto Croce di Maurizio Cavalloni, che evidenziano gli “usi e abusi” subiti dal “Farnese” dalla fine Ottocento ai primi decenni post seconda guerra mondiale, quando il complesso architettonico era diventato caserma,magazzino, casa alloggio per gli sfollati dalla guerra, palestra scolastica, sede di laboratori, officine meccaniche e altre attività che ne avevano causato un crescente degrado. Le immagini della mostra e del libro, scrive l’attuale presidente dell’Ente Farnese Eugenio Gentile, raccontano il viaggio verso la rinascita ma sono anche un invito a riflettere sul dovere delle Istituzioni e dei cittadini di operare concretamente per la salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei beni storici, artistici, monumentali e ambientali di Piacenza. Il volume è accompagnato da un ben documentato testo-racconto di Valeria Poli, dal quale la stessa autrice ha derivato la sintesi che ci ha gentilmente fornito.

USI E ABUSI DEL PALAZZO FARNESE DI PIACENZA  - Il complesso denominato Cittadella è costituito dalla cittadella viscontea (1373), dove nel settembre 1547 viene assassinato il duca Pier Luigi Farnese, e dal palazzo Farnese (1561). La cittadella viene trasformata in residenza, realizzando la loggia ancora visibile, a partire dagli inizi del XVI secolo per ospitare i legati pontifici e il primo duca Pier Luigi Farnese che, l’11 settembre 1547, sarà vittima della congiura.

Il palazzo è edificato, per volere di Margherita d'Austria figlia dell'imperatore Carlo V e moglie del duca Ottavio Farnese, su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola che subentra a Francesco Paciotto da Urbino nipote di Raffaello. Del grandioso progetto, che avrebbe dovuto sostituire integralmente l'antica cittadella viscontea, viene realizzata solo l’ala destra destinata a residenza della duchessa (1561-1602). Il cantiere viene riaperto con l’intervento decorativo, voluto dal duca Ranuccio II tra il 1675 e il 1686, che comporta la ridefinizione della porzione realizzata come palazzo principesco articolandosi su due livelli nobili di residenza: il piano rialzato del Duca e il primo piano della Duchessa.

L’intervento che, in età moderna, determina la creazione di nuovi percorsi urbani è la sistemazione urbanistica del palazzo Farnese che, grazie alla strada che passa dietro agli orti di S. Lorenzo (attuale via Benedettine) e al percorso interno alle mura, si collega allo Stradone Farnese, e quindi al castello pentagonale (1547). Per il collegamento con il centro cittadino è, invece, prevista la creazione di una piazza e della strada (l’attuale via Cittadella), già documentata nel primo progetto di Francesco Paciotto del 1559. La ripresa degli interventi nel complesso della Cittadella, promossa dal duca Ranuccio II Farnese, si inserisce in un momento particolarmente importante per il legame che si istituisce tra il Farnese e la nostra città: dal 1685 vengono organizzate le Fiere dei Cambi in una struttura stabile presso il palazzo Farnese (nell’area dell’attuale viale Risorgimento-liceo M. Gioia) e dal 1686 sono documentati gli spettacoli presso il Teatro della Cittadella (nell’area delle scuderie di Maria Luigia).

L’abbandono del palazzo ha inizio con l’estinzione della dinastia dei Farnese (1731) e la seguente spoliazione degli arredi portati a Napoli dai Borbone (1734-1736). Dal 1760 il palazzo è trasformato in magazzino di grani e per la residenza dei duchi Borbone viene ripristinata la cittadella.  Durante il governo francese, nel 1803, il complesso è adibito a caserma determinando l’interramento del fossato, l’eliminazione del ponte levatoio e la realizzazione di intonaci. Dal 1808 al 1813 il palazzo è adibito a carcere. Dal 1909 inizia il dibattito per il riscatto del complesso per la destinazione a sede museale.  Nonostante le trattative con le autorità militari e la restituzione di una prima parte della quadreria farnesiana, 122 opere nel 1928, il palazzo rimane fino al 1945 destinato a caserma. Occupato da famiglie di sfollati nel secondo dopoguerra e utilizzato come palestra dal vicino liceo ginnasio Melchiorre Gioia, bisognerà aspettare il 1957 quando viene stabilito il passaggio dal demanio militare al Demanio civile. Nel 1959 diviene deposito della collezione di carrozze del conte Dionigi Barattieri di S. Pietro.

Nel 1960 viene nominata una commissione comunale per l’utilizzazione del palazzo e della cittadella per la destinazione culturale e museale del complesso.  Nel 1962 viene costituito l’Ente per il restauro del palazzo Farnese che rende possibile arrivare alla prima riapertura del palazzo il 27 maggio 1973 con l’esposizione degli affreschi staccati provenienti dalla chiesa di San Lorenzo.  Gli interventi al palazzo, dopo aver stabilito la costruzione di nuovi alloggi per gli sfollati (1958), prevedono, come afferma Armando Siboni, la restituzione dell’immagine originaria del complesso eliminando le aggiunte considerate superfetazioni e ripristinando il fossato e la cortina muraria nord ovest. Il palazzo ospita, dal 1975, i Musei Civici, dal 1903 presso l’istituto Gazzola, completati dal museo delle Carrozze e dal museo del Risorgimento, oltre all’archivio di Stato e alla sede dell’assessorato alla Cultura del comune di Piacenza.

Foto di Maurizio Cavalloni

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