Ancarano, il comitato: «Il progetto di un deposito per camion è un ecomostro»

I residenti della frazione di Rivergaro: «C’è un’area industriale nella vicina Niviano, perché trasformare la nostra zona residenziale in asfalto?». Nel mirino anche la realizzazione di un distributore di benzina e l'installazione di un'antenna telefonica

Ancarano

Il comitato “Noi per Ancarano”, formatosi nella frazione di Rivergaro in seguito alla notizia del progetto di realizzazione di un capannone-deposito per mezzi pesanti, insorge. «Stiamo parlando di una zona residenziale alle prime colline della Valtrebbia. La nostra è una piccola comunità di settemila abitanti dove la natura confina con l’uomo. Tassi, cervi, lepri, istrici e tanti altri animali selvatici che popolano le nostre colline possono essere ammirati stando seduti dal balcone di casa. Purtroppo è comparso un avviso di procedimento di variante, per la costruzione di un capannone industriale, in un’area dove attualmente giace una piccola rimessa di corriere in disuso, adiacente ad Ancarano-3un terreno agricolo. Questo, secondo il progetto, verrà trasformato in un piazzale di asfalto di 12.000 metri quadri, che ospiterà una rimessa di 22 autotreni, 2 cisterne per il rifornimento, un autolavaggio per autoarticolati, una vasca a cielo aperto della lunghezza di 110 metri adibita all’antincendio il tutto coronato da un capannone industriale alto 11 metri e lungo 110».

Il comitato, costituito una trentina di persone, ha protocollato 263 firme raccolte tra gli abitanti del paese presso gli uffici del Comune di Rivergaro, manifestando il totale dissenso alla costruzione di questo abominio. Riteniamo che una variante al piano regolatore debba avere la funzione di portare benefici alla collettività e al territorio e non del singolo individuo quale “Repetti invest”, che si occupa di rimessaggio di camion per lo svolgimento di trasporti di merci su strada conto terzi , quale, committente delle opere. Ci chiediamo, a che titolo, si possa apportare uno stravolgimento del piano regolatore del comune, dimenticando la legge 24/2017 ER sulla "preservazione del suolo”».

«Nel paese di Niviano (sempre comune di Rivergaro), a 2 chilometri dalla zona individuata dalla Repetti Invest, vi è una zona industriale preposta a queste tipologie di edifici ed attività, lontana da aree residenziali con accessi dalla strada statale 45 ben più consono al traffico di autotreni. Ad oggi ci risulta che né il comune, né la ditta committente, abbiano proposto alcuna alternativa valida per la riallocazione della struttura. Legambiente e Ausl si sono espressi entrambi in modo molto chiaro sulla decisa contrarietà del progetto».

L’ANTENNA DI ANCARANO

Ma questo non è il solo problema di cui si lamentano i residenti di Ancarano. «In questi giorni – prosegue il comitato - sono iniziati i lavori Antenna Wind Ancarano-2per l’antenna Wind: anche in questo caso sono state raccolte le firme a tempo debito, ma non è servito a nulla, sembra che le concessioni in questo Comune, inizio lavori antenna Ancarano-2siano un po’ troppo “frivole”. Si trovano infatti altre antenne presenti nel comune installate recentemente. Agli occhi di tutti, sembra veramente scarsa l'attenzione al problema (vedi la recente super cella installata dietro al cimitero, non ancora presente su Google maps). A tal riguardo gli intenti del Comune sembrano "buonisti", ma i risultati estremamente deludenti».

IL DISTRIBUTORE DI BENZINA

«Per non farci mancare nulla – segnala ancora il gruppo di cittadini - a dicembre sono iniziati i lavori per la costruzione di un benzinaio, un chilometro più a sud, con un unico accesso da una via comunale a pochi metri dall’incrocio con la Strada Statale 45, il tutto giacente su una falda acquifera a 3 metri dal livello del distributore di carburanti (relazione del loro geologo), le cisterne distano una cinquantina di metri dalla prima abitazione. Le case di proprietà subiranno una considerevole svalutazione, l’inquinamento acustico e ambientale indubbiamente peggioreranno considerevolmente».

«Quando ho comprato casa – aggiunge un portavoce del comitato, Jacopo Bonadè - nel 2016, la scelta è stata influenzata dalla posizione tranquilla, il panorama, la genuinità del posto e altre centinaia di motivi, che sono ben lontani dalla quotidianità cittadina e, ancor meno, di una zona industriale. Mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi nel giro di qualche anno, nel pieno di un area industriale, attorniato da: antenne telefoniche, benzinai e una rimessa per camion con tanto di piazzale e autolavaggio. Cosa non trascurabile è la possibilità che la ditta committente, nel tempo, destini la zona non edificata al deposito di inerti, materiali che vengono trasportati dai loro automezzi quotidianamente. Vi sono falde acquifere – riflette ancora Bonadè - e a che profondità? L’analisi geologica non menziona la presenza di falde, cosa che potrebbe essere un ostacolo non trascurabile, considerando che verranno interrate due cisterne di carburante da 30mila litri l’una».

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