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Andar per calendari, i barbieri precursori dei blog multimediali

Almanacchi e calendari nella storia. Viaggio nel tempo con gli almanacchi di una volta e i calendari 2021

Ancora mezzo secolo fa o giù di li, il “Salone del barbiere” non era soltanto una questione di barba, baffetti, capelli, brillantina Linetti o Venus; assolveva anche una funzione culturale (si leggevano i giornali) ed era un precursore degli attuali “blog” multimediali. Il barbiere era una vecchia volpe. Con la scusa del taglio a sfumatura alta “alla Re Umberto II”, bassa “alla Mascagni” o lo “scalpo alla Kociss” oltre a disporre di una scorta inesauribile di barzellette, s’intrufolava nelle questioni e sui pettegolezzi del momento acquisendo e aggiornando la sua personale agenzia di notizie e di storie, praticamente ad ogni cambio di cliente.

Nel mese di dicembre c’era il rito della consegna alla affezionata  clientela dei profumatissimi “calendarietti” illustrati: piccoli libriccini a colori, mini monografie dedicate alle opere liriche, ad avvenimenti bellici, agli usi e costumi del mondo; cerano quelli dedicati al calcio e al cinema. L’interesse più frequente era però rivolto a quelli con i disegni di donne succinte, che volevano essere (e forse allora erano) eccitanti; si trattava di libretti intrisi di un profumo forte, nobilitati da un fiocchetto di   seta colorata.

DAI “CALENDARIETTI” ALLE PATINATE TIRATURE RECORD DI MAX E PIRELLI

La consuetudine di stampare calendarietti andò via via a diminuire dagli anni Sessanta del secolo scorso specie quando dal 1963 in poi, la Pirelli stampò il suo primo calendario, destinato (salvo una sospensione fra il 1974 e il 1984) a costituire l'esempio singolare di un prodotto insieme nato per una clientela di officine e rivenditori di pneumatici, ma sempre più pensato per sofisticati e contingentati estimatori. Così, in tiratura limitata, anno dopo anno, le modelle al top e i fotografi più stimati allora (e anche oggi), componevano una sorta di percorso lungo i sentieri di un raffinato, esclusivo immaginario erotico. Quest’anno però Pirelli, alla luce dell'attuale emergenza Covid-19, ha deciso di annullare la realizzazione e il lancio del Calendario Pirelli 2021 donando quanto in budget a favore della lotta e della ricerca contro il Coronavirus.

Sull’esempio delle prime edizioni del calendario Pirelli, la moda, per questo tipo di pubblicazione era straripata diventando quasi un trionfo fra sesso e pubblicità; questi calendari, in grande formato, di ca. 12-13 fogli, sorretti da tirature record, presentavano sempre il computo dei giorni, dei mesi, dell'alternarsi delle stagioni e dei cicli lunari, ma santi e patroni erano appena citati. E ancor meno le ricorrenze religiose.

Quando già folgoranti fotografie di attrici e modelle erano abituali arredi delle cabine dei camionisti e dalle officine meccaniche, arrivò il calendario di "Max" che, con le immagini dell'attrice Sabrina Ferilli fotografata nel 2000, al parco del Castello di Grazzano Visconti, ebbe la diffusione di un milione di copie. Sulla scia si lanciarono altri editori con pubblicazioni ricche di ammiccanti quanto irraggiungibili “bambole” di carta e anche giovanotti senza abiti. Nel terzo millennio anche questa tendenza sarà ridimensionata e soppiantata dal web di Pc, tablet e smartphone, a conferma che gli italiani leggono poco, ma guardano molto.

Segnalazioni di calendari 2021: mail renatopasserini@libero.it

continua

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