«Abbiamo organizzato le palestre in regola con le norme anticontagio, ora ci fanno chiudere. Non ci stiamo»

Il piacentino Antonio Garofalo, da tanti anni nel mondo delle palestre, interviene sul tema delle chiusure disposte dal Dpcm. Intanto gli operatori del settore manifesteranno in piazza Cavalli lunedì pomeriggio

(Reperotrio)

«Da mesi ci siamo organizzati per far sì che le regole anti contagio fossero sempre rispettate. Ora ci fanno chiudere dicendo che siamo un'attività superflua. Questo non ci sta bene». A parlare, a titolo personale, è il piacentino Antonio Garofalo, istruttore che da tanti anni a Piacenza lavora nel mondo delle palestre. La notizia della chiusura di queste attività disposta dall'ultimo decreto del Governo per contenere la diffusione del contagio da coronavirus si è abbattuta come un macigno anche su questa categoria, oltre che sulle altre coinvolte come quella dei ristoratori e degli esercenti. 
«Proprio di recente - spiega Garofalo - abbiamo ricevuto nella nostra palestra a Piacenza un'ispezione dei carabinieri del Nas. L'esito è stato che non solo non hanno trovato irregolarità, ma ci hanno fatto addirittura i complimenti dicendo che siamo "un'eccellenza" per quanto riguarda la sicurezza. Dal maggio scorso ci siamo organizzati, e come noi so anche di tanti altri colleghi seri e professionali che hanno fatto altrettanto e si sono messi in regola: abbiamo organizzato i corsi a numero chiuso e con prenotazione, abbiamo fornito mascherine e gel a chi era senza, abbiamo preso i nomi delle persone. Ora ci fanno chiudere un mese, ma sappiamo bene che in novembre probabilmente non riapriremo. Quindi adesso non ci possono punire, questo è il mio totale dissenso».

Stando alle informazioni che stanno circolando in queste ore, molto probabilmente nel pomeriggio di lunedì 26 ottobre, alle 17, alcuni rappresentanti della categoria delle palestre saranno in piazza Cavalli per manifestare contro la decisione del Governo. Pare che insieme a loro scenderanno in piazza anche rappresentanti degli esercenti, che si trovano nella stessa situazione. «Non l'ho organizzata - conclude Garofalo - ma sicuramente io sarò in piazza a quell'ora, a titolo personale, indossando la tuta che è la mia divisa giornaliera e una mascherina chirurgica per proteggere gli altri».

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