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Arcigay Lambda: «Le parole del Papa sono un segnale importante»

«Il suo discorso non ci ha trovati indifferenti, viviamo in una società educata cristianamente. speriamo d’ora in poi di poter vivere le nostre affettività sentendoci meno colpevolizzati o discriminati»

«Quando una persona pubblica prende posizione in favore della comunità LGBT+ è sempre una buona notizia: in una società come la nostra dove le differenze di orientamento sessuale rimangono un tema tabù, il cambiamento è possibile solo prendendo posizioni chiare ed espresse. Nei silenzi invece trova notoriamente spazio tutto e il suo contrario. Venendo ai contenuti, le dichiarazioni del Papa si sono concentrate su due temi chiave del dibattito: legittimazione delle unioni civili e accoglienza delle famiglie omogenitoriali. Le sue parole sono certamente un segnale importante e, vogliamo sperare, potranno dare coraggio a quanti vivono con difficoltà il proprio essere persone cattoliche e LGBT+. Il cattolicesimo è tra le realtà più conservatrici che esistano e i cambiamenti al proprio interno sono molto lenti; questo, da un lato, ci fa apprezzare tali dichiarazioni, frutto di una lunga gestazione, ma dall'altro ci fa necessariamente rimanere prudenti pensando a quanto sarà difficile scardinare l'omofobia presente nel nostro quotidiano che ha proprio origine dalla tradizione giudaico/cristiana. Perché possa parlarsi di un reale cambio di passo sarebbe anche importante poter contare su affermazioni più ufficiali e organiche rispetto a un breve video estratto; in tal senso anche tutti i gradi intermedi della gerarchia cattolica dovrebbero esprimersi, in primis i vescovi.

Prendere posizione su questo nuovo capitolo del rapporto tra religione e comunità LGBT+ ci sembrava importante anche se, per una buona parte della nostra comunità, ha un rilievo relativo. Le posizioni e i modelli del cristianesimo (in gran parte i medesimi che regolano le relazioni eterosessuali) sono solo una delle alternative possibili, così come lo è per molte solide coppie omosessuali la prospettiva di stipulare un'unione civile per sentirsi legittimate. Riguardo a tale istituto, introdotto nel 2016, rimane indiscussa la sua importanza per il nostro paese; resta, tuttavia, sbagliato e fuorviante che in uno stato laico le unioni debbano convivere con l'istituto del matrimonio civile: due legami affettivi differenziati (anche nel nome) solamente per il diverso orientamento sessuale dei suoi appartenenti. Il Papa ha poi descritto la propria esperienza nei confronti di una famiglia arcobaleno con un figlio. Anche in questo caso la sua risposta di accoglienza è stata significativa, concentrando l'attenzione sulla serenità del bambino piuttosto che sulla criminalizzazione dei due padri.

Purtroppo il tema dell'omogenitorialità catalizza ancora più di altri le isterie collettive, soprattutto dal mondo religioso ortodosso: resta necessario un radicale cambio di prospettiva in conformità alle posizioni di tutte le principali istituzioni scientifiche medico – educative. Chi più chi meno, in conclusione, il discorso del Papa non ci ha trovati indifferenti fosse anche solo perché viviamo in una società educata cristianamente e, dunque, speriamo da ora in poi di poter vivere le nostre affettività sentendoci meno colpevolizzati o discriminati».

Il direttivo Arcigay Piacenza Lambda

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