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Area ex Acna, quasi finiti i contenziosi: il Comune pensa a parcheggi e verde

Dopo 23 cause il Comune ha smaltito gran parte dei contenziosi (anche se impossibilitato a recuperare i crediti). Opizzi: «Piano dei privati inattuabile». Ora si pensa a realizzare parcheggi per l’ospedale e verde

Una convenzione scaduta, un piano inattuato. Una società fallita e una in liquidazione, con il Comune impossibilitato a recuperare alcuni crediti che gli spettano. «È irrealistico pensare che i privati possano dare seguito a quel progetto». È stata lapidaria l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi in commissione 2 in merito al futuro dell’area ex Acna, nella zona dell’ospedale e delle mura farnesiane.

Sull’area ex Acna vigeva una convenzione che aveva una durata di cinque anni per la realizzazione di spazi commerciali, residenziali e Erika Opizzi-12direzionali. «Gli interventi previsti – ha ricordato Opizzi - erano la realizzazione di una struttura commerciale medio-piccola, dentro una galleria con negozi di vicinato. Nella convenzione le opere di urbanizzazione andavano fatte entro cinque anni. Questa è scaduta il 18 maggio 2014, il piano è inattuato».  Il Comune è proprietario di 28mila dei 44 mila metri quadrati dell’area. «Si potrebbe pensare a un procedimento unico o una revisione del Pug. L’idea è riclassificare l’area a verde pubblico» – ha detto Opizzi. Ma anche parcheggi per il vicino ospedale.

I CONTENZIOSI: 23 CAUSE SULL’AREA

La notizia positiva è che allo stato attuale sull’area gran parte dei contenziosi, dopo 23 cause totali che hanno visto il Comune protagonista, sono stati chiusi. Il vicesindaco Elena Baio ha ripercorso tutti i procedimenti. Rimane in ballo ancora la volontà del Comune di incassare una polizza fideiussoria da 314mila euro. La Sace Btp (l’assicuratrice che ha prestato le garanzie fideiussorie a alla Newco, in liquidazione) ha impugnato la sentenza: se ne riparlerà nel novembre 2021 in Appello.

«Sono stati 12 i ricorsi davanti alla commissione tributaria per la vecchia Ici (poi Imu), tutti vinti dal Comune». «Ma “Porta Borghetto” è Elena Baio-19fallita e il Comune non recupererà mai i 74mila euro di Ici». «L’altra società, Newco, deve 25mila euro per Ici non pagate. E deve pagare gli oneri per la bonifica».

Baio ha spiegato che la pratica vede l’impegno del consigliere delegato Giampaolo Ultori (Liberali). «C’è un vincolo della Soprintendenza del 2000 sull’area ex Acna – ha aggiunto Baio -, i 40 metri vicini alle mura Farnesiane sono vincolati. Ma non valgono dalle mura in poi come la logica vorrebbe, ma da un canale sotterraneo, in pratica parte dal muro dell’ex Acna. Quindi è come se il vincolo fosse di 68 metri. Secondo noi, non ha alcun senso. Lo abbiamo fatto presente due volte alla Soprintendenza che ci ha risposto picche. Noi presentiamo comunque un’istanza di revisione per rivedere questo vincolo».

«L’idea – ha spiegato Ultori - è quella di spostare le auto da via Tramello a un metro e mezzo sotto il livello attuale, all’altezza dell’ex Acna. Ciò avrebbe un impatto minore sulle mura. Attualmente le auto sono a 7 metri dalla mura e ci possono stare, invece al momento non possiamo trasferirle nell’area ex Acna».

IL LUNGO ITER DELLA BONIFICA DELL’AREA

L’assessore al verde Paolo Mancioppi ha ripercorso le tappe salienti del lungo percorso dell’ex Acna. «Nel 2006 la prima Conferenza Paolo Mancioppi-7dei Servizi sulla bonifica dell’area. Nel 2007 la società Porta Borghetto intraprende la bonifica. Nel 2009 siglato il piano particolareggiato con la convenzione insieme anche alla Newco. «Ma poi queste operazioni di bonifica non erano state completate. Il Comune affida lo smaltimento e il trasporto dei rifiuti rimasti lì. Il Comune ha messo in sicurezza per suo conto l’area, i soggetti risultavano inadempienti».

Nel 2012 firmato un memorandum d’intenti. «Il Comune farà la bonifica, ma i privati dovrebbero rimborsarlo. Le società poi sono andate in crisi».

Nel 2014 comincia il monitoraggio sull’area. I valori riscontrati erano nella norma, ma alcune simulazioni «non escludevano la possibilità di esposizioni a materiali inquinanti». In seguito, dopo l’analisi di quattro pozzi, la Conferenza dei Servizi ritiene bonificata l’area.

Nel 2018 si rilevano quantità di cromo esavalente superiore in alcune parti. «Ma Arpae non ritiene che fosse “un frutto” dell’ex Acna, ma una sorta di inquinamento diffuso dell’intera zona».

Nel 2019 la Regione inserisce l’Acna tra i siti per cui si potrebbe ricevere un finanziamento di recupero. Nel 2020 è stato segnalato al Ministero dell’ambiente per un finanziamento per riqualificare l’area a verde.

I CONSIGLIERI COMUNALI: VERDE E PARCHEGGI

«Dopo tanti anni di mistero sull’area – ha preso la parola Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - abbandonata da anni, finalmente il Comune ha in mente un’idea, dialogando con la Soprintendenza per spostare i parcheggi. Ora bisogna accelerare. Sbloccherebbe la Gian Paolo Ultori-4situazione nella zona nord ovest della città, che non può più aspettare». «Assurdo il vincolo dei 40 metri – osserva Mauro Saccardi (Misto) - che si somma a quello delle costruzioni che non posso essere alte per non interferire con le mura». «Non lo riteniamo assurdo il vincolo delle mura – ha replicato Ultori - ma deve essere calcolato dalle mura, non dal canale».

«L’area è a disposizione della città – è intervenuto anche Massimo Trespidi (Liberi) - possiamo fare dei ragionamenti. Lì c’è un ospedale che rimarrà tale per i prossimi dieci anni e che ha bisogno di parcheggi. Sono talmente pochi che abbiamo dovuto mettere alcune auto vicino alle mura. Fa riflettere il fatto che la Soprintendenza permetta questo scempio, ma non di realizzare qualcosa a pochi metri di distanza». Trespidi auspica un «dialogo» tra l’ex Acna e l’area del Laboratorio Pontieri. «Bisogna chiedersi anche che cosa fare dell’area dell’ospedale, quando questo verrà sostituito da quello nuovo. Come si utilizzerà quest’area?».  

«È una tegola caduta sul Comune – ha detto Giulia Piroli (Pd) - che bisogna sistemare. Se ci fosse una riclassificazione a verde sarebbe l’ideale». «Si vede un po’ di luce in fondo al tunnel – è il parere di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) -. L’mportante è che siano esauriti i contenziosi, ci hanno impedito per tanti anni di riutilizzare l’area. Il degrado si vede chiaramente nella zona, bisogna ridarle un futuro. Al di fuori del vincolo è necessario fare un parcheggio per l’ospedale, visto che mancheranno ancora tanti anni per quello nuovo. E lì potrebbe sorgere il Bosco dei ricordi, gli alberi dedicati alle vittime piacentine del Covid. Intanto si potrebbero togliere in tempi brevi quei teli, quelle coperture, che sono veramente brutti. Si farebbero contenti già i residenti intorno». «Vedo il percorso ancora lungo – ha fatto notare Roberto Colla (Pc Oltre) - serve un utilizzo flessibile di quell’area, non va vincolata per il futuro». «Mi auguro che il parcheggio venga fatto – ha espresso Lorella Cappucciati (Lega) - spero che l’attuale ospedale diventi una cittadella universitaria».

«Non c’è ancora un progetto – ha concluso l’assessore Opizzi - né una stima dei costi. Sistemare l’ex Acna significa riqualificare un quartiere intero. Si era fatto un ragionamento sul “parco delle mura”, che comprendesse tutta la zona, è ora di ragionarci». «Il bosco dei ricordi – ha risposto l’assessore Mancioppi - mi piacerebbe vederlo in tempi brevi, quindi meglio altrove».

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