Attesa a ottobre la nuova legge sui defibrillatori

Il parlamentare Mulè (Fi) a Villa Partitore: «Le linee guida del testo legislativo hanno una madrina, un padrino e tanti apostoli piacentini»

«Con orgoglio condivido oggi con gli amici piacentini l’avanzato cammino verso l’approvazione del testo di legge “Defibrillatori-Salva Vita”, che già a ottobre potrebbe essere approvata dal Senato mettendo finalmente l’Italia tra i Paesi più avanzati nel soccorso in caso di arresto cardiaco». Questa la previsione del parlamentare Giorgio Mulè di Forza Italia, il cui disegno di legge, armonizzato con altri otto, fatti seguire da vari gruppi parlamentari, è già stato approvato dalla Camera dei Deputati all’unanimità. «L'idea è maturata – ha raccontato Mulè nell’incontro di presentazione a Villa Partitore introdotto dal consigliere comunale Mauro Saccardi e dal dottor Michele Argenti Presidente A.N.S.P.I DOMUS - più di un anno fa quando sui giornali ha avuto una grande eco la storia del bambino libanese morto in volo da Beirut a Roma. Un defibrillatore lo avrebbe salvato. Le linee guida di questa legge - ha proseguito Mulè - hanno una madrina, un padrino e tanti apostoli a Piacenza dove più che altrove si è sviluppata la cultura del Pronto Soccorso con i defibrillatori». Nel lavoro di preparazione del testo di legge si è infatti fatto tesoro delle esperienze piacentine anche con audizione della dottoressa Daniela Aschieri di Progetto Vita e dell’avvocato Augusto Ridella.

La filosofia della legge è quella di formare una capillare rete di defibrillatore prevedendone  la presenza in numerosi luoghi pubblici: su navi, aerei, treni, negli uffici postali, nelle aziende, nelle scuole e nei condomini. Nel testo della legge introduciamo anche una app che riveli la presenza dei defibrillatori nella zona dell'emergenza e quindi con una chiamata al 118, gli operatori non solo possono dire dove si trova il defibrillatore più prossimo (chi lo acquista infatti ha l'obbligo di registrarsi a questa app), ma anche chi sono i volontari più vicini in grado di usarlo. Nel testo di legge abbiamo messo l'obbligo di formare i ragazzi fin dai primi cicli scolastici e mettendo nero su bianco che viene sollevato da ogni responsabilità penale il volontario che utilizza i defibrillatori. Questo perché la letteratura medica dimostra che non ci sono casi di malfunzionamento dovuti all'utilizzatore.

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Il Prof. Alessandro Capucci, oggi Direttore della Scuola di Specialità di Malattie Cardiovascolari presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, che nel1998 portò nella nostra città i primi apparecchi “Dae”, la dottoressa Daniela Aschieri, primario di cardiologia all’ospedale di Castel San Giovanni, Fondatrice e Presidente di Progetto Vita Piacenza e Augusto Ridella, consulente legale della Associazione onlus, hanno condiviso  la necessità di rendere operativa in tempi brevi la nuova legge sulla “Cultura del soccorso”. Dalle rete organizzativa che ne deriverà, sarà possibile ridurre anche in modo sensibile il numero di oltre 60mila persone che in Italia muoiono per arresto cardiaco, patologia che non si può prevedere ed è l'unica a tempo-dipendente che è possibile trattare sul posto efficacemente in maniera rapida e risolutiva grazie all'impiego dei defibrillatori.

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