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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Autismo: device e realtà aumentata per aiutare i ragazzi ad essere più autonomi in casa

Sono 25 i giovani che nella prima fase del progetto “Casa Aut” sperimenteranno le nuove tecnologie per essere guidati nell’uso di oggetti comuni ed elettrodomestici. La presentazione questa mattina in Comune

Autismo, device e realtà aumentata per aiutare i ragazzi nella vita domestica, dall’uso di oggetti comuni agli elettrodomestici, per diventare sempre più autonomi. Questo è l’obiettivo di “Casa Aut”, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Piacenza: 25 i giovani che prenderanno parte alla prima fase, sperimentando in prima persona le nuove tecnologie basate sulla realtà aumentata, avvalendosi anche dei sistemi di Cloud Computing e della comunicazione aumentativa alternativa (CAA). Un’iniziativa lanciata con il coinvolgimento di un’ampia rete di soggetti del territorio, quali Acer Piacenza, Urban Hub e Univillage, le associazioni Oltre l’autismo e la Matita Parlante, l’Unità operativa complessa Psichiatria di Collegamento e Inclusione Sociale dell'Ausl di Piacenza e Nordmeccanica. Collegato in videoconferenza anche il cantante Elio, storico leader della band “Elio e le Storie Tese”, che ha evidenziato l’importanza di queste iniziative e del portare un’attenzione sempre maggiore sul disturbo dello spettro autistico, oltre ad essersi messo a disposizione dei ragazzi per rispondere alle loro domande e curiosità.

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«Questa per me non è una presentazione, ma la condivisione di un impegno che deve esserci per le famiglie di questi ragazzi meravigliosi che ogni giorno affrontano problemi non facili da gestire – ha spiegato la prima cittadina Patrizia Barbieri - dobbiamo investire su prospettive di vita autonoma; serve un’attenzione massima capace di dare risposte e questa è una delle prime». Smartphone, tablet o air glasses (occhiali smart) connessi a soluzioni a cui potranno accedere sul momento. «Ad esempio se volessero scaldare una tazza di latte nel microonde, basterà avvicinare il device al Qr-Code dell’elettrodomestico per ricevere le informazioni necessarie all’utilizzo, come quali tasti premere; il concetto è quello di dare loro tranquillità nell’utilizzo di una serie di oggetti, poi da declinare in tutte le necessità che nel tempo individueranno» spiega Andrea d’Amico, manager Urban Hub e Ceo Univillage. «Alle spalle di questa tecnologia c’è una piattaforma web in grado di interfacciarsi con i device – e con contenuti gestiti e caricati con Cms (Content management system) - che non richiede competenze di programmazione, sviluppata con la comunicazione aumentativa alternativa. Noi mettiamo a disposizione lo strumento, ma la gestione sarà fatta direttamente dai ragazzi: il sogno nel cassetto e costituire una start up innovativa fatta al cento per cento dai ragazzi delle associazioni, per portare avanti il progetto e sviluppare in autonomia le soluzioni».  

«Una sfida - ha evidenziato la presidente di Oltre l’autismo, Maria Grazia Ballerini - perché stiamo mettendo sul tavolo tutte le diversità dell’autismo, coinvolgendo nel progetto ragazzi a basso e ad alto funzionamento, per capire quale di questi strumenti può portare ad un maggiore risultato. Abbiamo messo a disposizione la nostra sede, dove inizieremo a sperimentare i presidi, poi da trasferire nella casa messa a disposizione da Acer». «L’uso degli strumenti informatici è sottoposto ad aspetti di ambivalenza e critica, ma in questi casi è solo positivo, perché si tratta di utilizzarli in modo molto mirato sulla finalità – commenta Corrado Cappa, direttore della Uoc Psichiatria di Collegamento e Inclusione Sociale dell'Ausl di Piacenza e responsabile del percorso autismo.

«La psichiatria sta prendendo molto in considerazione questi strumenti per socialità e apprendimento, non solo nell’abitazione, ma anche nella vita che si conduce all'esterno. Un terreno tutto da esplorare e sono davvero contento che qui si apra un varco». «I nostri ragazzi sono coinvolti attivamente, due di loro stanno svolgendo un tirocinio formativo ad Urban Hub - aggiunge Paola Rossi, educatrice de la Matita Parlante, introdotta dalla presidente Giuseppina Benzi – i loro progetti prendono davvero forma se trovano risposte nella realtà sociale in cui sono inseriti e una rete nel territorio di appartenenza». «Abbiamo risposto che ci siamo sempre, e non solo noi, ma anche le altre importanti aziende del tessuto piacentino, pronte a supportare il volontariato – ha precisato Alfredo Cerciello – Chief Financial Officer di Nordmeccanica – su una problematica di questo tipo è importante sensibilizzare di più le istituzioni anche a livello nazionale e spero che questo possa essere anche uno stimolo a loro; grazie ai ragazzi che ci stanno mettendo tutto questo impegno». Patrizio Losi, presidente Acer Piacenza, ha concluso ringraziando l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata in merito a questo progetto.

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