Il rapporto medico-paziente tra etica, burocrazia e risparmio

Il dottor Augusto Pagani, presidente dell'Ordine: «La professione medica si adegua al nuovo che avanza»

I partecipanti

Il rapporto medico-paziente, tra etica, burocrazia e risparmio, l'ultimo incontro del ciclo "I mercoledì della Medicina" promosso dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, in collaborazione con l'Ordine Provinciale dei Medici, si è tenuto nel Salone d'Onore di Palazzo Rota Pisaroni.

Relatori il dottor Augusto Pagani, presidente dell'Ordine dei Medici di Piacenza ed il professor Ivan Cavicchi, docente di Sociologia e Filosofia della Scienza  e per la Medicina, Università Tor Vergata di Roma che hanno svolto il tema in modo magistrale, con argomenti di stretta attualità sul futuro della professione medica.

«Per rapporto medico - paziente si intende una particolare  relazione che si instaura tra un medico ed un paziente, partendo da uno stato di malattia ed è caratterizzato da specifici doveri e diritti morali e giuridici.  L'etica è quella parte della filosofia che si occupa specificatamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle  politicamente più adeguate. In Sanità, l'etica dovrebbe guidare le scelte per mantenere un equilibrio fra le richieste di prestazioni e servizi, i diritti del singolo e della comunità, la sostenibilità e la appropriatezza».

Dai tempi di Ippocrate, il rapporto è stato caratterizzato da un'etica medica paternalistica, una concezione etica  che prescrive di agire o di omettere di agire, per il bene di una persona, senza che sia necessario chiedere il suo assenso, in quanto, si ritiene  che colui che esercita la condotta paternalistica (il medico) abbia la competenza tecnica necessaria per decidere in favore e per conto del beneficiario (il paziente).

«Questa relazione è fortemente asimmetrica, poiché il paziente  viene considerato, non solo privo della conoscenza tecnica, ma anche incapace di decidere  moralmente. Al paternalismo medico, pochi decenni fa, si è sostituito un modello di relazione  che pone al centro il principio etico del rispetto della autonomia del paziente: il modello etico contrattuale. Il rapporto, diventa quindi, una relazione  simmetrica: i contraenti, autonomi, uguali ed aventi il medesimo potere di negoziazione, sottoscrivono liberamente un "patto di cura" e conseguentemente interviene   la pratica del consenso informato. Da questa prospettiva, diventano rilevanti il dovere del medico di informare il paziente e di ottenere il suo consenso ed il diritto del paziente stesso di decidere a quale trattamento sanitario  sottoporsi». 

Oggi, il rapporto medico paziente è influenzato da altri fattori quali:  l'avvento del SSN (Sistema Sanitario Nazionale), cioè il terzo pagante, l'aumento  dei costi della sanità, la divinizzazione della medicina, la medicina difensiva, la burocrazia  ed il risparmio.

Il Codice di Deontologia medica, dedica molta attenzione al rapporto fra chi cura  e chi è curato; nella sua ultima versione del 2014, tratta dei rapporti con la persona assistita  e di informazione e comunicazione, consenso e dissenso. L'articolo 20 definisce la relazione di cura tra medico e paziente  costituita sulla libertà di scelta e sulla individuazione e condivisione delle rispettive autonomie e responsabilità.

Il medico, nella relazione, persegue l'alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e  sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su una informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione  quale tempo di cura.

Il diritto alla salute è fondamentale per ogni essere umano,  è affermato nell'atto costitutivo dalla Organizzazione Mondiale della Sanità ed anche la Costituzione Italiana, nell'articolo 32   stabilisce che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività e garantisce  cure agli indigenti.

Ma, per stabilire un buon rapporto tra medico e paziente è fondamentale  che ciascuno debba conoscere i propri diritti, doveri e responsabilità e condividere  e rispettare i principi su cui si fonda il rapporto di cura, al quale devono partecipare: medici, pazienti, bioeticisti, filosofi, giornalisti, avvocati e magistrati, uniti dalla volontà di favorire   l'alleanza fra medico e paziente. 

Al termine delle interessanti relazioni, interventi di approfondimento a cura dei medici Giovanni Calza, Carlo Mistraletti Della Lucia, Antonio Saginario e Marcello Valdini.

Hanno riscontrato notevole interesse  anche le precedenti relazioni facenti parte del ciclo di incontri  che hanno visto la partecipazione di insigni relatori: Massimo Toscani e Luciano Orsi  "Disposizioni anticipate di trattamento: siamo pronti?"; Riccardo Rosati e Giovanni Calza   "Clinica e tecnologia in Medicina" e Gian Luigi Marseglia e Nicoletta Bracchi "La verità sulle vaccinazioni".

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