Avo, attivato il nuovo numero verde nazionale

Ppossono rivolgersi i volontari costretti in isolamento forzato, le direzioni sanitarie, gli anziani, i  famigliari dei pazienti ricoverati e da ultimo i cittadini che mossi da questa emergenza stanno meditando di avvicinarsi al mondo del volontariato sanitari

«E' stato attivato del nuovo numero verde Avo 800 300 869, attivo su tutto il territorio nazionale, al quale possono rivolgersi i nostri volontari costretti in isolamento forzato, le direzioni sanitarie che non riescono più a contattarci e magari hanno richieste o proposte da rivolgerci, gli anziani segregati nelle case di riposo o chiusi nelle loro case, i  famigliari dei pazienti ricoverati e da ultimo i cittadini che mossi da questa emergenza stanno meditando di avvicinarsi al mondo del volontariato sanitario. Il servizio, gratuito per chi chiama, è attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20». Inizia così la nota firmata dal presidente Avo Regionale Emilia Romagna, una delle 250 Avo che fanno capo a Federavo - Associazione Volontari Ospedalieri in attività su tutto il territorio italiano (www.federavo.it).

«L’Avo è presente in Italia da 45 anni con oltre 23mila volontari attivi che prestano ogni anno più di 3.500.000 ore di servizio totalmente gratuito accanto agli ammalati soli ricoverati in tutti i reparti degli ospedali italiani, agli anziani nelle case di riposo e nelle RSA, ai malati e ai loro famigliari presenti negli Hospice o nelle strutture psichiatriche e anche prestando quotidianamente assistenza domiciliare accanto alle persone sole, fragili, abbandonate. Un'associazione laica, apolitica e aconfessionale i cui volontari operano in forma organizzata e previa costante e continua formazione per combattere la solitudine ed offrire supporto morale e psicologico, gesti di condivisione e vicinanza, capacità di ascolto e di stare accanto, anche solo con un sorriso o una mano stretta in un gesto di conforto silenzioso», continua.

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«Il nostro verbo è “l’esserci”  e non il “fare”; il nostro è un impegno costante nel tempo e definito nei ruoli in base alle convenzioni che vengono stipulate con le strutture nelle quali operiamo, con le Ausl e le Direzioni Sanitarie, per disciplinare tempi e modi del nostro servizio, sempre complementare e mai sostitutivo di quello prettamente medico-sanitario. E, in questo momento in cui abbiamo dovuto sospendere la nostra attività negli ospedali e nelle RSA, in seguito alla riorganizzazione dettata dall'emergenza sanitaria, siamo comunque in prima linea, attivando in tutta Italia  servizi alternativi (consegna farmaci o spesa, punti di ascolto) a supporto degli anziani e degli ammalati. Vogliamo continuare a dare conforto e aiuto».

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