Mercoledì, 19 Maggio 2021
Attualità

«Riapriamo i locali già oberati e senza aiuti: chissà quanto ci vorrà per riprendersi»

Gianluca Cattaneo (Bar Centrale): «Le norme di sicurezza ci vogliono, purtroppo sono state emanate senza un confronto con la nostra categoria»

Il cartello con le prescrizioni all'ingresso del bar Centrale

«Ci sono attività in seria crisi perché si è riaperto con dei debiti come affitti, tasse locali, fornitori da pagare, lavori eseguiti per sistemare i locali e per poter riaprire con spazi ridotti e clientela ridotta: ma per ora si sono visti zero aiuti, sia da parte del governo che da parte delle amministrazioni locali». A parlare è Gianluca Cattaneo, titolare del bar centrale di via San Donnino, uno dei principali locali pubblici del centro storico di Piacenza.
«Stanno lavorando al problema economico, certamente - spiega - ma non puoi mandare l'ambulanza da uno che è già morto da un bel po', devi mandarla prima che muoia, ovvero, nel nostro caso, prima che il locale riapra, dando la possibilità di ripartire serenamente con misure di sostegno congrue. Oggi, invece, si riapre con con una serie di scadenze dal pagare (Inps, tasse locali, affitti, etc). In pratica apriamo per guadagnare poco, e chissà quanto tempo ci vorrà per riprendersi».

Le norme di sicurezza per la riapertura? «Certamente ci vogliono, sono molto importanti in questo momento. Il problema è che sono state pensate da persone che non hanno mai lavorato in un bar o in un locale pubblico, che non hanno mai gestito una attività. Saranno anche degli scienziati, ma al lato pratico impongono di realizzare cose difficilmente applicabili nella realtà quotidiana. In questo modo non sortiscono nemmeno gli effetti voluti. Non si sono confrontati con chi è competente nel settore: se questi scienziati possono normare nel mio mestiere, allora certamente anche io posso fare altrettanto nel loro settore. Ma probabilmente sono più bravo io a fare il loro, che loro a fare il mio».

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