Lunedì, 20 Settembre 2021
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«Barbieri mantenga le promesse elettorali e dialoghi con le autorità militari in prima persona»

Lo chiede il Comitato Civico Parco Pertite: «Non bastano più le generiche affermazioni tipo “ci stiamo lavorando”»

«Nessuna città d’Europa rinuncerebbe a completare la cintura verde della città con un’opportunità come quella del Parco Pertite.  Purtroppo, però, in questo senso la civica amministrazione di passi concreti ne ha fatti pochi e c’è da dubitare delle sue reali convinzioni. Non bastano più le generiche affermazioni tipo “ci stiamo lavorando”». Lo dicono i rappresentanti del Comitato Civico Pertite. «Dall’Amministrazione comunale pretendiamo, prima della sua scadenza di mandato, risposte puntuali e un crono-programma dal quale risultino le prospettive di trasformazione dell'area attraverso la possibilità di richiedere un primo finanziamento attraverso il Recovery Plan del Ministero della Transizione Ecologica, indirizzato alla soluzione Parco senza alcuna traccia di nuove colate di cemento. Nella trattativa con le autorità militari la sindaca deve muoversi in prima persona mettendo in campo l’autorevolezza del suo ruolo». Questo, in sintesi, il messaggio diffuso nella conferenza stampa organizzata stamattina nell’area del Centro Commerciale di via Primo Maggio dal Comitato civico per il parco della Pertite con interventi della presidente Maria Pia Romano, di Marco Natali, Stefano Paret e Giuseppe Castelnuovo.

LA STORIA

Era il 13 giugno del 2011 e i 30.000 cittadini che avevano votato a favore della trasformazione dell'intera area militare Pertite in un parco pubblico, esultavano insieme ai promotori del referendum per il risultato. Un responso che aveva superato ogni aspettativa, vista la serie di ostacoli organizzativi che non avevano certoinvogliato a partecipare al voto. Da allora il Comitato Pertite ha continuato a battersi per ottenere la realizzazione del Parco, nell'interezza dell'area della Pertite. Dieci anni - evidenzia il Comitato - di iniziative e appelli per contrastare le continue proposte di cementificazione dell'area: dai palazzi agli impianti sportivi, all'ospedale con relativi e invasivi parcheggi. Il Consiglio comunale ha votato più volte in questi anni a favore del Parco pubblico. Le amministrazioni che si sono succedute in questo decennio ne hanno fatto uno dei cardini della loro campagna elettorale. L'attuale Sindaco Barbieri si è espressa ripetutamente per la sua realizzazione. Ma le criticità sono rimaste inalterate: il trasferimento della pista carri militari e i problemi della bonifica dell’area sono tutt’ora irrisolti. Nell'ultimo incontro avuto dal Comitato con Sindaco e Assessore all'Urbanistica (17 ottobre 2020), la soluzione sembrava vicina: il Ministero della Difesa aveva individuato, ma non ancora comunicato, l'area dove ubicare la nuova pista carri e per quanto riguarda la bonifica dagli ultimi dati non risultavano inquinanti gravi. Da allora il silenzio. Più nulla sulle trattative dichiarate imminenti tra Comune, Difesa e Demanio. Nessun riscontro alle nostre ripetute richieste di incontro.

Quindi il Comitato torna a chiedere con forza chiarezza sull'acquisizione dell'area, di conoscere i tempi del programma per arrivare al Parco. La richiesta di verde - viene evidenziato - non è un capriccio! Siamo al disotto dei 15 mq di area verde a persona indicati dagli standard regionali. Gli studi scientifici affermano che l'aspettativa di vita dei piacentini si riduce di circa 1,5 anni per il grave inquinamento che attanaglia la città. Mentre sono in costante aumento i ricoveri legati a fenomeni vascolari e respiratori acuti. l'argomento Pertite riguarda soprattutto la salute delle persone! Questa Amministrazione sta per scadere, e ha poco tempo a disposizione per rendere concreta la promessa fatta: il Parco. Urbano nell'ex Pertite. I piacentini aspettano addirittura da oltre dieci anni: quindi se non ora quando? Il Comitato insiste e sta già guardando oltre, per rendere l'area usufruibile e sicura. Negli anni ha presentato idee-Parco ed esistono anche proposte e tesi di laurea sull'argomento cui fare riferimento. Serve, e presto un progetto di massima condiviso. Indispensabile per concretizzare le ottime prospettive di trasformazione dell'area attraverso il Ministero della Transizione Ecologica e la possibilità di richiedere un primo finanziamento attraverso i contributi del Recovery PIan.
 

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