«Buon 2020 da Anpas Provincia di Piacenza»

Nota di ringraziamento a tutti i volontari da parte di Paolo Rebecchi - Coordinatore Anpas Provincia di Piacenza & Responsabile Regionale Protezione Civile Anpas Emilia Romagna

Rebecchi

«Grazie a tutti i nostri volontari e al personale dipendente delle nostre organizzazioni. Grazie alle famiglie, ai mariti e alle mogli, ai figli e agli amici, perché quando si segue completamente una strada come la nostra, tutto quello che ci riguarda ne viene influenzato nel bene e nelle difficoltà», scrive in una nota Paolo Rebecchi - Coordinatore Anpas Provincia di Piacenza & Responsabile Regionale Protezione Civile Anpas Emilia Romagna.

«Questi ringraziamenti sono doverosi in apertura, perché è corretto che abbiano il giusto rilievo; senza le persone che compongono il movimento, lo stesso non esisterebbe, a nessun livello, né provinciale, né regionale e nemmeno nazionale. L’anno 2019 che si è da poco concluso ha portato via con se molti impegni, diversi ostacoli, ma anche conferme, persone, piccoli traguardi e qualche delusione. Il mondo Anpas è lo specchio della società e come tale ne è influenzato».

«Se dovessimo descrivere il nostro movimento provinciale, che vanta oltre 1500 volontari ed una trentina di dipendenti, potremmo farlo partendo da milioni di angolazioni; potremmo citare tante storie personali, che ritengo più interessanti ed esaustive rispetto all’illustrare i numeri che seppur altisonanti ed esplicativi, tralasciano la nostra vera forza: l’umanità e la grande volontà. Fare parte di Anpas è un arricchimento, un punto di osservazione speciale della vita. In questi anni ed in questo ultimo 2019, io come gli altri colleghi, oltre a soccorrere abbiamo incontrato famiglie, uomini e donne in situazioni diverse, toccato con mano difficoltà che hanno colpito anche la cosiddetta “gente normale”; ci siamo imbattuti in “nuovi poveri”, ma anche nei “vecchi”; siamo stati (poco) nei salotti a chiedere un sostegno e molto sulla strada, con gli anfibi nel fango, a spingere barelle, a correre su e giu per delle scale, a pulire del vomito, a tamponare del sangue, a far ridere degli anziani, o a rispondere al telefono, a volte anche a chiacchierare sotto un ponte. Ognuno di noi ha apportato il suo aiuto in base alle competenze acquisite; alcune volte abbiamo fatto bene, altre probabilmente avremmo potuto fare meglio», continua. 

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«Per questo 2020 ci auguriamo di avere sempre la stessa forza, con tanto entusiasmo. Ci rivolgiamo a tutti, in modo assoluto: saremo disponibili per chi avrà bisogno ma avremo  anche le porte aperte per chi vorrà unirsi a noi. Ricordiamo che non è necessario avere doti fisiche particolari: nella maggior parte delle nostre sedi si può scegliere ciò che è piu affine al proprio modo di essere. Si potrà decidere di avviarsi ad un iter formativo sanitario sui mezzi di trasporto o di emergenza, svolgere attività di trasporto sociale, Protezione Civile, presso le Sale Radio o addirittura negli Uffici organizzativi ed amministrativi o anche per dare un aiuto nelle nostre cucine. Ci auguriamo infine di continuare nel “nostro combattimento” che è semplicemente e difficoltosamente quello di essere a disposizione della gente e di poter essere ascoltati dalle Istituzioni quando sarà utile e necessario», conclude. 

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