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Giovedì, 6 Ottobre 2022
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Da Cuneo occhi su un terreno di Cadeo per costruire un termovalorizzatore. Verso un "no" bipartisan

Una società che si occupa di costruzione e recupero di pali in legno delle linee elettriche e telefoniche, sarebbe interessata ad un terreno dell'Opera Pia Alberoni. Richiesta al vaglio della Commissione Ambiente del Comune

Minoranza consigliare del Comune di Cadeo preoccupata per l’interesse di un terreno sul territorio comunale, da parte di una ditta piemontese, per la «realizzazione di un impianto di termovalorizzazione, dedicato allo smaltimento dei "rifiuti di legno impregnati" provenienti sia dall'attività di recupero dell’azienda che da altre attività industriali». Nelle scorse settimane, infatti, una società di Cuneo che si occupa di produzione e distribuzione di pali in legno impregnati per linee aeree di telecomunicazione ed elettriche, aveva richiesto un incontro all’Amministrazione per presentare eventuali approfondimenti circa la «fattibilità tecnica ed economica della realizzazione, in Italia, di un impianto di termovalorizzazione», per il «recupero dei pali in legno disinstallati dalle linee di telecomunicazione, in un quadro di economia circolare sviluppato da oltre 20 anni, al fine di recuperare materia ed energia». La zona di interesse sarebbe quella dove hanno sede i capannoni industriali lungo la via Emilia, in direzione Piacenza, in un terreno di proprietà dell'Opera Pia Alberoni.

La richiesta della società sarebbe già al vaglio della Commissione Ambiente del Comune di Cadeo, nella quale siede anche una rappresentanza del gruppo consigliare “RinnoviAmo Cadeo” che fa notare: «L'attività di recupero è concentrata su due rifiuti: pali impregnati con soluzioni a base di Crono-Rame-Arsenico o con creosoto e pali impregnati con prodotti a base di sali di rame. Basta informarsi un minimo per apprendere che il primo rifiuto è inquinante e pericoloso per l'esalazione di gas estremamente tossici derivanti dall'eventuale combustione del legno. Inoltre, il creosoto è una sostanza altamente cancerogena e pericolosa per la salute». «Questo sarebbe un progetto sul quale non occorre una discussione ma una netta contrarietà», aggiungono i consiglieri di minoranza che si chiedono: «Perché questi progetti vengono proposti esclusivamente nel nostro Comune? Come mai sono così affezionati al nostro territorio? Non sono bastati la presa in considerazione sia di un inceneritore, bloccato da un Comitato, sia del parco fotovoltaico per il quale l'Amministrazione ha espresso la sua contrarietà a giochi fatti? Dov'è quell'Amministrazione che tutela l'ambiente e la salute dei cittadini?». Per il gruppo consigliare «è opportuno tutelare, oltre che l'ambiente e la salute dei cittadini, le poche attività rimaste sul nostro territorio e in questo caso quelle vicino ai campi in cui verrebbe costruito questo termovalorizzatore».

Sulla questione abbiamo interpellato il sindaco Maria Lodovica Toma che conferma la presa in carico della richiesta da parte della Commissione Ambiente del Comune, «dalla quale si attende l’esito per poi preparare una risposta alla società». «Ne abbiamo parlato come Amministrazione – aggiunge il sindaco - e dai primi riscontri non siamo favorevoli a questa tipologia di attività: quel terreno non è idoneo così come tutto il territorio Comunale di Cadeo».

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