«Cannabis, business delle mafie che porta i giovani alla depressione»

La serata organizzata dall’assessore Polledri ha cercato di far luce sugli aspetti medici e legislativi dell’uso della marijuana. Tanti i giovani che fumano e che poi riportano danni fisici e psicologici. Il senatore Pillon, della Commissione Giustizia, cita Saviano: il denaro con cui comprate le canne finisce in tasca a criminali e terroristi

Il tavolo dei relatori

Della turbolenta serata a Sant’Ilario, qualcosa è rimasto. Nonostante gli schiamazzi e le urla inconsulte dei cosiddetti antagonisti, sopra tutti è svettato il racconto di una mamma che ha spiegato come con fatica, sofferenza e tenacia è riuscita a strappare il figlio dalla droga. Un ragazzo di 26 anni che, a furia di fumare marijuana, aveva cambiato l’umore, era diventato violento ed era arrivato a minacciarla di morte.

Se questo è stato il momento più toccante, gli altri relatori hanno portato il loro contributo indirizzando la serata dal titolo “L’erba della morte: la cannabis - Aspetti medici e legislativi”. La serata, organizzata dall’assessore alla Cultura, Massimo Polledri e dal Comune di Piacenza - a cui ha portato i saluti anche l’amministrazione di Fiorenzuola con l’assessore Massimiliano Morganti - ha visto come ospite di spicco il senatore Simone Pillon, capogruppo della Commissione Giustizia. Con lui, al tavolo anche il senatore Pietro Pisani e il deputato Tommaso Foti, oltre a Carlo segalini, presidente della Commissione Servizi sociali del Comune.

Pillon, che al termine è riuscito a instaurare un dialogo con alcuni ragazzi che hanno contestato la serata, ha citato Saviano «quindi uno che sta dalla vostra parte e che dice che il denaro con cui si acquista una “canna” finisce in mano alla criminalità o al terrorismo internazionale. Si stima che circa 400mila ragazzi italiani usino la cannabis e 90mila di loro lo fanno ogni giorno. Il costo è di circa 20 euro a dose. Quanto fa 20 euro per 90mila?». Il senatore della Lega ha notato che quando si parla di droga «ci sono due tifoserie ideologiche. Invece, attraverso il tema degli stupefacenti, passa un’idea antropologica dell’uomo. Dovreste chiedervi chi è che vuole che i giovani si chiudano nei cessi a fumare le canne. E dovreste chiederlo alla lobby che con le droghe gestisce 18 miliardi». Quando uno dei giovani gli ha detto che il Canada e diversi Stati degli Usa hanno legalizzato al vendita della marijuana, Pillon ha replicato «che sono le due principali nazioni capitalistiche. Non vi siete chieste come mai?».

Ironico il senatore Pisani: «Sono venuto qui per ascoltare, ma non ci sono riuscito. Da quello che vedo sono convinto che la droga fa male». In un clima rovente ha aperto la serata l’assessore comunale alla Sicurezza, Luca Zandonella, il quale, sottolineando come la cannabis sia pericolosa per la salute nonostante ci sia chi la difenda, ha ricordato la risoluzione votata in Comune sulle droghe e i test antidroga per consiglieri e assessori. Morganti ha ricordato che gli Enti locali spendono migliaia di euro l’anno per l’educazione alla salute, al benessere e per informare i cittadini e i ragazzi sui pericoli delle droghe.

Polledri, neuropsichiatra infantile, ha riportato una ricerca che afferma come 800mila ragazzi hanno provato la cannabis almeno una volta e come la metà di loro la usi con costanza. Tra i 15 e i 19 anni, ha continuato Polledri, se la usa di frequente possono svilupparsi disturbi correlati come la schizofrenica: «Nel 61% di chi “fuma” c’è l’81% che è schizofrenico a causa della cannabis; inoltre, il 6% dei ragazzi fra 13 e 19 anni che vengono ricoverati lo sono a causa della cannabis. Chi usa marijuana ha 2 o 3 volte più degli altri di sviluppare la schizofrenia. Se a questo si aggiungono anche alcol e fumo, di cui tanti ragazzi fanno il pieno nel fine settimana, il cerchio si chiude. E questi mix letali sono anche alla base di tanti incidenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali».

Anche Segalini, un altro medico, si è soffermato sulle conseguenza della marijuana. Anche se non hanno informazioni su overdose da cannabis, la letteratura medica è, però, piena di effetti collaterali. Il principio attivo della cannabis sativa, il Thc, si può depositare in alcune parti del corpo e rimanervi a lungo, provocando effetti negativi. Senza dimenticare le correlazioni che ci sono con la depressione e i cambiamenti di umore, che poi incidono sulla personalità.

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