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Caos domande asili, Cgil: «Piacenza fanalino di coda in regione»

Fp Cgil Piacenza interviene dopo le lamentele dei genitori: «Ecco il ruolo che dovrebbe svolgere un'amministrazione pubblica in un servizio educativo così delicato»

La vicenda delle domande di accesso agli asili nido rigettate dal Comune suscita alcune riflessioni. «Anche nella nostra città - spiega Alberto Gorra, responsabile funzioni locali della Fp Cgil Piacenza - emerge prepotente e irrinunciabile il bisogno delle famiglie che venga assicurato il servizio di asilo nido. La composizione e le condizioni sociali ed economiche in cui le famiglie con figli minori versano anche a Piacenza - sempre più senza rete familiare di supporto e con la necessità per entrambi i genitori di lavorare - ci dicono che un servizio pubblico di asilo nido è strategico e insostituibile».

«Asilo nido tuttavia non è solamente un luogo in cui "lasciare il bambino" mentre si lavora: rappresenta o dovrebbe rappresentare una delle buone ragioni per cui si pagano le tasse e in cui l'amministrazione pubblica esercita il proprio ruolo, perché l'asilo nido è il primo passo del percorso educativo dei bambini, un passo fondamentale di crescita, di scoperta e di confronto con gli altri».

«Purtroppo - prosegue il rappresentante Fp Cgil -  siamo molto lontani dal poter assicurare questo diritto a tutte le bambine e bambini e, contemporaneamente, a tutte le famiglie. Piacenza è tristemente fanalino di coda in Emilia Romagna per numero di posti in asili nido ogni 100 bambini e servirebbero investimenti e scelte politiche adeguate per porre rimedio a questo record al contrario». «Per questo sarebbe stata a nostro avviso opportuna una diversa modalità di relazione con le famiglie e di gestione delle domande contenenti meri ed assolutamente sanabili errori materiali, nell'ottica di accompagnare le famiglie verso il servizio. Il prezzo di questa vicenda è in primo luogo quello di offrire una immagine negativa e deformata di un servizio come quello dei nidi comunali, radicato nella nostra città, da sempre orientato alla qualità dell'offerta educativa e della relazione con le famiglie, generazione dopo generazione».

«Da tempo - conclude Gorra - la Fp Cgil conduce una vertenza a livello regionale e nazionale contro le esternalizzazioni degli asili nido, a favore delle gestioni pubbliche di qualità, nella convinzione che questo servizio sia fondamentale nello spazio pubblico e che se non lo si "vuole fare" in prima persona, perché non se ne coglie l'importanza di diritto fondamentale e costituzionalmente garantito per l'educazione del bambino, non lo si può neppure "governare" ove gestito dal privato. Il nostro timore è che vicende come quella che ha visto rigettare in massa tante domande con errori materiali facilmente sanabili sottintendano un allontanamento dall'idea di asilo nido pubblico. Da qualche anno purtroppo il Comune di Piacenza ha smesso di assumere educatori a tempo indeterminato e di sostituire coloro che vanno in pensione o si trasferiscono».

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