Carlo Devoti tra i "Palmarès 2019" dell'Arts-Sciences-Lettres di Parigi

Nei 35 anni di attività il ”suo” Festival ha avuto presenti 60 mila giovani di 40 nazioni

La premiazione

Sabato scorso a Parigi nel Salone dell'Opera del Grand Hotel Intercontinental, il bettolese Carlo Devoti è stato premiato con il Palmarès 2019 della Arts-Sciences-Lettres Academic Society. L’importante riconoscimento gli è stato conferito per il suo ruolo di ideatore e direttore del Festival Internazionale dei Giovani. A consegnarli la benemerenza, il Presidente dell' Accademia Francois Tois insieme al Rappresentante per l’Italia all'Unesco di Parigi Arnaldo Minuti e al primo consigliere per gli affari culturali e sociali dell' Ambasciata Italiana a Parigi Ugo Ciarlatani.

I Palmarès (termine francese di origine latina: “degni della palma, della vittoria”): Grand Gold Medals con Honor Plaque e le grandi medaglie Vermeil, sono onorificenze che onorano personalità francesi e straniere, che con talento e lavoro si sono distinte nella promozione della cultura nel campo artistico, letterario e scientifico.

Nel suo breve intervento di ringraziamento Carlo Devoti, particolarmente gratificato e orgoglioso, ha condiviso il premio con i 60mila giovani di 40 nazioni del mondo, che negli ultimi 35 anni hanno dato fiducia al suo Festival, ospitato per 15 anni a Ferriere e in seguito a Berceto (Parma), attraverso il quale ha anche avuto l’opportunità di far conoscere le province di Parma e Piacenza a un vasto pubblico di artisti e intellettuali di tante nazioni.

L’Arts-Sciences-Lettres Academic Society è un’associazione francese che ha una vasta rete di delegati europei tra i quali il pittore Getty Bisagni il quale da anni segue, apprezza e condivide, le opere artistiche realizzate dai giovani che partecipano al Festival di Carlo Devoti, la cui attività è costellata di testimonianze di fiducia di Scuole, Associazioni, Università, Ministeri, nazionali ed internazionali.

I temi dell’incontro e dello scambio culturale delle manifestazioni di Devoti, hanno da sempre riguardato l’arte e lo sport come strumenti di educazione. Un Erasmus fatto in casa, si potrebbe dire, senza dover sottostare a tutte quelle burocrazie che lo riguardano se non il rilascio dei visti consolari fra l'altro ricevuti agevolmente in virtù della fiducia conquistata sul campo. Anche l'Unesco nazionale ha voluto riconoscere il valore dell'iniziativa assegnando alla associazione "Ok Club", braccio operativo del Festival, il proprio patrocinio.  

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