Carotaggi sull’area di San Martino, i dubbi del comitato

L’associazione insiste: «Come mai la Regione che riconosce il progetto carotaggi, poi non include nei finanziamenti anche quello dell’Unione Valtrebbia?»

«Dopo l’incontro con il presidente dell’Unione Valtrebbia Roberto Pasquali ed i sindaci di Travo, Piozzano, Cortebrugnatella, Ottone ed i vicesindaci di Coli e Zerba risulta chiaro che i carotaggi aspetteranno ancora un bel pezzo, a discapito delle aspettative di quanti vorrebbero sapere se le acque termali ci sono o no. Per seguire questa storia non bisogna farsi scoraggiare dalle delibere, dagli incastri tra delibere e normativa e dalle tessere mancanti». Così l’associazione “Comitato Terme e Valtrebbia” commenta gli sviluppi dei carotaggi sul terreno di San Martino, da tempo abbandonato, nel territorio del comune di Bobbio. 

«Nel febbraio 2019 – interviene l’associazione - con i risultati dell’indagine geologica su San Martino tutto sembrava chiaro: Mancano due carotaggi (20mila euro) per aver conferma o meno di acque termali a San Martino. Poi le elezioni comunali. Passano mesi, cambia la presidenza dell’Unione e nulla si muove. Ad ottobre è ancora tutto fermo, chiediamo un incontro con l’Unione e la risposta è che la richiesta di fondi (inoltrata in regione il giorno prima) non è stata accolta, non ci sono più finanziamenti, bisogna aspettare che vengano rifinanziati nel 2020».

«Quattro mesi dopo, siamo al 12 febbraio, nell’incontro con l’Unione la risposta è la stessa. Eppure in mezzo c’è stata una delibera regionale, la 2149 del novembre, voluta specificamente dall’assessore Paola Gazzolo per finanziare e completare progetti su geositi anche a termini scaduti. Ne fruiscono una serie di comuni: Imola, San Leo, Berceto, Novafeltria…Ma non c’è traccia dell’Unione. La differenza di posizione tra presidente e comitato sta qui: di fronte a questa delibera il presidente afferma che non ci sono fondi. In realtà ,questa è la parte finale di una frase più articolata: i fondi la Regione li ha messi a disposizione, ma l’Unione non è inclusa. mIl presidente non sembra interessato al perché. Il comitato invece si chiede come mai la regione che riconosce il progetto carotaggi, che afferma sia meglio spender tutte le risorse ancora a disposizione, che finanzia progetti analoghi, poi salti proprio quello dell’Unione. E’ un fatto singolare, che per ora non ha spiegazioni razionali».

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«Risultato però eloquente: stop a San Martino e carotaggi, per ora. Certo, i sindaci dell’Unione in diverse circostanze si son dichiarati a favore della conclusione dei lavori. Nell’incontro di ieri il presidente conferma la volontà di finire l’indagine su San Martino. Quando la regione rifinanzierà la voce sui geositi. Tutti sanno che è una conferma dovuta: non può venir meno alla sua stessa delibera. Tuttavia questo aspettare che arrivino i finanziamenti è l’esatto opposto di quanto farebbe un buon amministratore». «Se vuole dei risultati. Ogni amministratore sa per esperienza che i fondi non gli piovono in testa, bisogna attivarsi, sostenere la richiesta come priorità, inviare progetti, sollecitare risposte. Ieri era evidente un conflitto: la stessa persona, da presidente dell’Unione afferma la volontà di proseguire, mentre da sindaco di Bobbio ama definire l’indagine geologica “soldi buttati via” e copre di dubbi i risultati presentati. L’operato dei geologi dell’indagine non ha bisogno di avvocati, ma ricordiamoci che da Galileo in poi le opinioni personali non stanno sullo stesso piano dei risultati ottenuti con procedure che la comunità scientifica ha validato. E’ una differenza fondamentale per tutti, a maggior ragione per un amministratore. L’associazione “Comitato Terme e val Trebbia” ora sa che la via per i carotaggi è più lunga e per raggiungere l’obiettivo si prepara ad attraversare le secche delle belle parole senza i fatti».

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