Giovedì, 23 Settembre 2021
Attualità Vigolzone

Cavalli maltrattati o a fine carriera, foto d’autore per aiutare il rifugio di Vigolzone

“Anime salvate” è il progetto di raccolta fondi per la Dark Horse Sanctuary, lanciato dai fotografi Luisa Raimondi e Andrea Lavaria: «Scoprire le loro storie un’esperienza toccante»

Alcune delle foto scattate ai cavalli del rifugio di Vigolzone, ©Andrea Lavaria e Luisa Raimondi

«Sono animali incredibili, dotati di grande empatia, scoprire le loro storie è stata un’esperienza toccante», tanto da voler contribuire al sostegno dei cavalli maltratti o giunti a fine carriera e destinati al macello, eleggendoli a soggetti di ritratti d’autore. Il progetto di raccolta fondi s’intitola “Anime salvate” e a portarlo avanti sono i fotografi professionisti Luisa Raimondi e Andrea Lavaria. Il luogo a cui sarà devoluto il ricavato della vendita degli scatti - per informazioni è possibile visitare il portale dedicato all’iniziativa - è la Dark Horse Sanctuary di Grazzano Visconti (Vigolzone), realtà prima attiva nel milanese e ora nella provincia piacentina. «Un "santuario"per cavalli che hanno sofferto e cavalli che hanno avuto un intensa attività agonistica» nella definizione riportata sulla pagina Facebook della onlus. 

                                Alcune delle foto scattate ai cavalli del rifugio di Vigolzone, ©Andrea Lavaria e Luisa Raimondi(3)-2

Una scuola di equitazione, ma soprattutto una casa dove trovano ospitalità e cure equini in difficoltà o ex campioni dell’ippodromo senza futuro, come spiega Andrea. «È stato un incontro casuale, sono andato al Santuario per documentare il lavoro del presidente della Federazione italiana shiatsu che aveva iniziato a trattare questi cavalli e lì ho conosciuto Anita Casabuona, veterinaria e fondatrice della onlus. Mi ha raccontato com’è nato il rifugio, la loro attività e il “salvataggio” di questi animali altrimenti destinati al macello, alcuni di loro anche con storie sportive importanti alle spalle, accolti e “rimessi in sesto” con un percorso riabilitativo». Un prima e un dopo testimoniato dalle fotografie pubblicate sul sito della Onlus. «Prima non conoscevo bene questo mondo - aggiunge Andrea, che vive e lavora a Segrate - ho scoperto che sono animali incredibili e dotati di grande empatia, vedere come sono affezionati a chi si prende cura di loro e come riconoscono i propri tutori, così come ascoltare le loro storie mi ha toccato, è stato molto emozionante». Da qui è nato il desiderio di mettersi al servizio del progetto, con il coinvolgimento di un’amica e collega, Luisa Raimondi, «molto sensibile e attenta al tema degli animali».

                                 Alcune delle foto scattate ai cavalli del rifugio di Vigolzone, ©Andrea Lavaria e Luisa Raimondi(2)-2

Lo scorso anno i due fotografi hanno raggiunto la struttura per dare il via allo shooting. «L’idea era quella di scattare una serie di ritratti di tutti i cavalli - il rifugio ne ospita più di 40 - ma per ora ne abbiamo realizzati solo alcuni». Poi una pausa forzata a causa del Coronavirus e delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria «che ha bloccato a lungo anche l’attività del rifugio» sottolinea. «In autunno contiamo di ripartire e proseguire il progetto, sperando anche di dargli maggiore visibilità». 

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