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Il vescovo Adriano Cevolotto

Il vescovo Adriano Cevolotto

«Recuperiamo fiducia e speranza. Anche questo tempo di incertezza è abitabile e fecondo»

In Duomo la prima omelia del nuovo vescovo Adriano Cevolotto in occasione della solenne celebrazione per il suo insediamento come pastore della diocesi di Piacenza-Bobbio

«C'e una sfida nella stagione di precarietà che stiamo vivendo, la condivisione di una incertezza che sembra insopportabile, con la domanda costante e ricorrente "fino a quando?". Recuperiamo insieme fiducia e speranza: anche questo tempo, anche questa precarietà, anche questa incertezza è abitabile. Anche questo tempo è fecondo. C'è un banchetto al quale tutti siamo chiamati». 
Così il nuovo vescovo di Piacenza Adriano Cevolotto ha fatto cenno, nella sua prima omelia come pastore della Diocesi di Piacenza e Bobbio, al momento storico attuale caratterizzato dalla pandemia del coronavirus. Un messaggio di grande speranza, letto al culmine della celebrazione che nel pomeriggio di domenica 11 ottobre si è svolta in Duomo per il suo insediamento ufficiale. In mattinata l'arrivo a Piacenza e alcune tappe simboliche, la più importante sicuramente quella in Santa Maria di Campagna per affidare alla Vergine il suo mandato. Poi l'incontro con i giovani in Sant'Antonino e, infine, l'arrivo in una cattedrale con circa cinquecento persone, un numero inferiore alla reale capienza, ma necessario per consentire il rispetto delle distanze di sicurezza. Dunque, si può tranquillamente affermare, un "insediamento al tempo del Covid", senza nulla togliere però a quella solennità che si addice a un evento di portata storica per una diocesi.

Il riferimento ricorrente al banchetto, durante la prima omelia del vescovo, faceva capo al vangelo che è stato proclamato poco prima, quello appunto del banchetto nuziale e degli invitati.
«Il tempo che ci è dato di vivere oggi non si può procrastinare a domani - ha sottolineato monsignor Cevolotto - non possiamo perdere le occasioni della vita, ogni momento è il nostro». 
Quelle del nuovo vescovo sono state parole di inclusione, sempre in riferimento al vangelo: «Tutto è pronto per noi, c'è il necessario per prendere posto al banchetto, ma attenzione ai comportamenti escludenti: i posti a sedere non li stabiliamo noi, perché siamo i primi ad essere invitati al banchetto della fraternità e della comunione, con il desiderio di essere partecipi e non esclusi dalle relazioni. C'è posto e pane per tutti». 

Un concetto che ha rafforzato invitando tutti a «aiutarci reciprocamente a riconoscere gli appelli alla conversione, per essere fedeli a ciò che professiamo, perché chiunque si senta ospite. L'invito che Dio oggi consegna a me e a voi è l'immagine di un banchetto nel quale tutti e ciascuno devono sentirsi parte di una fraternità costruita in forza della gratuità delle relazioni».

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