Centenaro, celebrata la Messa sotto la quercia del “Prodigio” di Sant’Antonio Maria Gianelli

Da tanti anni la comunità di Centenaro (Ferriere) ricorda con devozione il “Prodigio” che avvenne nel 1842 quando il paese era tristemente noto per continue vicende di sangue e risse tra le fazioni dei diversi villaggi

Da tanti anni la comunità di Centenaro (Ferriere) ricorda con devozione il “Prodigio” che avvenne nel 1842 quando il paese era tristemente noto per continue vicende di sangue e risse tra le fazioni dei diversi villaggi. Il futuro santo Antonio Maria Gianelli (vescovo di Bobbio nel 1838), nell’ambito della predicazione, tra i mesi di maggio e giugno dell’anno 1842 in alta val Nure, giunse nel vicariato di Centenaro dove celebrò una santa messa di riconciliazione ai piedi di una grande quercia posta ad alcune centinaia di metri dalla chiesa parrocchiale sulla strada che univa e unisce, il paese al borgo Cassano.

 All’Omelia predicò amore tra le famiglie, la riconciliazione, la rinuncia delle armi, il perdono e il cambiamento di stile di vita; il suo messaggio fu accolto dalla popolazione che nella stessa giornata non esitò a consegnare gli armamenti. Annotò un testimone: “Il Vescovo (Antonio Maria Gianelli) si fece portare tutte le armi e cioè, schioppi, pistole e coltelli e dopo averle spezzate le fece seppellire sotto la croce che egli stesso innalzò fuori la porta della chiesa a ricordo della Missione”.

L’episodio è ricordato nella chiesa di Centenaro da un dipinto realizzato nei 1983 dal pittore cecoslovacco Stano Dusik. La quercia sotto la quale Gianelli predicò la pacificazione era di proprietà di Luigi Maiocchi, il quale per testamento dispose che l’albero non fosse mai venduto né tagliato. Nel 1977 i centeneresi per proteggere la quercia che nel tempo era venerata come simbolo di pace e di fratellanza, contornarono la parte del fusto ancora eretta, con un arco in cotto davanti al quale è stato costruito un altare sul quale da tempo si rinnova la celebrazione della messa. La funzione religiosa quest’anno è stata officiata da don Giuseppe Basini, parroco a Sant’Antonino a Piacenza, il quale ha evidenziato come Centenaro sia tra i luoghi che aiutano a conoscere la santità di Antonio Maria Gianelli e in particolare la sua predicazione efficace a estirpare la mal’erba dell’incapacità al volersi bene. Rivolgendosi poi in particolare ai giovani, il sacerdote ha ricordato la recente esortazione di Papa Francesco a non cedere al pessimismo ma a guardare con fiducia all’avvenire, aiutati dal fatto che il cristiano ha la speranza nel cuore. Folta la partecipazione di fedeli. Tra loro le suore di don Gianelli, le “Gianelline” di Piacenza con la Madre Superiora suor Elvira Boggia e suor Francesca che nei fine settimana e nelle festività liturgiche, sale a Centenaro dove collabora alle attività della parrocchia.

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