Venerdì, 17 Settembre 2021
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La Barbieri chiede un allentamento delle misure. La Regione: «Non possiamo»

Il sindaco e presidente della Provincia: «Il territorio sta sopportando da oltre un anno sforzi enormi che hanno inciso e stanno incidendo sulle famiglie, sull'economia, sul sociale e sull'occupazione». La Regione: «Le norme nazionali non ci consentono di agire in tal senso»

«Piacenza e la sua provincia stanno «facendo registrare da un po' di tempo a questa parte un andamento epidemiologico più basso rispetto ai valori nazionali e regionali, mostrando un trend pandemico contenuto. Ciò non significa che l'attenzione non debba rimanere alta, anzi sono convinta che serve ancora rigore e prudenza, tuttavia mi chiedo se, in zone come la nostra i cui dati epidemiologici mostrano una significativa tenuta, non sia possibile un allentamento delle misure consentendo di riprendere alcune delle attività oggi vietate». Questa la garbata, ma ferma richiesta avanzata dal sindaco e presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in una lettera nella quale il primo cittadino evidenzia come Piacenza sia stata «una delle prime città ad essere colpite duramente dal Covid» e come stia «sopportando da oltre un anno sforzi enormi che hanno inciso e stanno incidendo sulle famiglie, sull'economia, sul sociale e sull'occupazione».

A stretto giro, è arrivata la risposta della Regione, affidata a una lettera del sottosegretario Davide Baruffi (essendo il presidente Bonaccini impegnato in queste ore a Roma nei lavori della Conferenza Stato-Regioni) nella quale si comunica, però, come, «pur nella consapevolezza che l'istanza nasce dalla comprensibile volontà e necessità di corrispondere alle legittime aspettative di un territorio che più di altri ha sofferto gli effetti di questa pandemia la Regione non può accogliere la richiesta avanzata, in considerazione del vigente quadro ordinamentale e normativo in materia di contenimento del contagio da Covid-19».

«Le norme nazionali in materia – spiega, infatti, nella lettera il sottosegretario Baruffi – consentono ai presidenti delle Regioni e delle Province autonome di disporre l'applicazione di misure più restrittive rispetto a quelle relative alla classificazione determinata con le ordinanze del Ministero della Salute. Non così, invece, per misure di alleggerimento delle restrizioni stesse». «In particolare – entra ancora più nello specifico la Regione – l'art. 1 comma 3 del D.L. 13 marzo 2021 n. 30 prevede espressamente la possibilità di assumere provvedimenti restrittivi anche per aree provinciali o comunali, in presenza di determinati presupposti legati alla diffusione dell'epidemia in quei territori. Non è in alcun modo contemplata, viceversa, la possibilità di derogare alle restrizioni che sono state determinate a seguito dell'emanazione dell'ordinanza del Ministero della Salute del 12 marzo scorso, che ha classificato in zona Rossa la Regione Emilia-Romagna». Sottolineando, inoltre, come il Governo sia impegnato in questi giorni a «valutare la possibile rideterminazione di talune previsioni normative in materia, in considerazione dell'andamento dell'epidemia rispetto al quadro nazionale», ragionevolmente «dopo le necessarie valutazioni del Comitato tecnico-scientifico e una volta sentite le Regioni e le Province autonome», il sottosegretario Baruffi ribadisce come sarà cura della Regione «tenere tempestivamente aggiornati e coinvolti gli Enti locali del territorio sulle valutazioni e proposte che verranno sottoposte».

Infine, lo stesso evidenzia come sia «ben chiaro lo sforzo delle comunità locali e, in questo quadro, la condizione peculiare del Piacentino, di cui sarà cura della Regione tener conto in tutte le forme che saranno possibili”, offrendo la sua disponibilità insieme a quella del presidente Bonaccini ad affrontare insieme le problematiche del territorio». «Prendo atto della tempestiva e chiara risposta resa dalla Regione alla mia richiesta e comprendo, allo stesso tempo, le motivazioni adottate anche se non posso nascondere come tale situazione sia per il nostro territorio, per le ragioni espresse nella mia lettera, difficile da sopportare. Mi auguro che i tanti sacrifici che stiamo affrontando, ormai da oltre un anno, possano permetterci di tornare quanto prima alla sospirata normalità, auspicando che nel frattempo i sostegni governativi siano quanto mai tempestivi ed efficaci. Ringrazio il presidente Bonaccini e il Sottosegretario Baruffi per la tempestiva risposta e per aver ribadito la volontà di mantenere alta l’attenzione nei confronti del nostro territorio e della nostra peculiare situazione».

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