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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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«Cinquant'anni di vita bancaria sotto la lente di un pessimista. Anzi, di un ottimista ben informato»

Presentato al PalabancaEventi di via Mazzini il libro-biografia di Walter Longini. «Burocrazia folle, che rallenta la produttività del Paese. Banca di Piacenza? Molto più di un gioiellino»

Cinquant’anni di vita bancaria rapportati agli eventi più significativi del panorama nazionale ed internazionale in un racconto (ricco di aneddoti professionali, incontri sorprendenti e scelte di lavoro e di vita) che procede in ordine cronologico a partire dal 1969 e fino al 2021. Questo, in estrema sintesi, il contenuto del volume “Un ottimista ben informato” di Walter Longini e Monica Nanetti (bocconiana prestata al giornalismo, collaboratrice su svariati argomenti con le principali testate periodiche nazionali), presentato al PalabancaEventi della Banca di Piacenza (in Sala Panini, con le sale Verdi e Casaroli videocollegate) dagli autori in dialogo con il direttore generale della Banca Angelo Antoniazzi che, esaminando il periodo storico descritto nella pagine del libro, ha fatto notare la profonda trasformazione del sistema bancario «a causa della concentrazione sempre più accentuata, soprattutto dopo la crisi finanziaria internazionale del 2008. Mezzo secolo fa c’erano 1650 banche, oggi i gruppi bancari si sono ridotti a 100».

La carriera del dott. Longini prende avvio 53 anni fa al San Paolo di Torino («per me a quel tempo una vera scuola professionale e di vita»); nel 1974 l’ingresso alla Banca Agricola Milanese, dove rimane 16 anni; nel 1990 viene assunto dalla Cassa di Risparmio di Modena come direttore della sede di Milano; dopo 3 anni inizia un cammino professionale in Carisbo e - dopo una breve parentesi in Carta sì - il ritorno con il Gruppo bolognese nell’acquisita Banca Popolare dell’Adriatico. Nel 2001 l’approdo a Banco Desio (nel 2019 il trasferimento nella controllata Banca Popolare di Spoleto, un’esperienza definita dall’autore «professionalmente e umanamente arricchente»), fino al 2019. Una carriera sviluppatasi dunque in alcuni dei maggiori istituti di credito nazionali nella consapevolezza, però, che «a fare la grande banca non sono le dimensioni o la forma societaria, ma le cose che quella banca sa fare».

«Pensavo con Banco Desio - scrive ancora il dott. Longini - di aver chiuso l’ultima pagina lavorativa. Durante un colloquio telefonico “di cortesia” con Angelo Antoniazzi (ex direttore generale Banco Desio, approdato a metà settembre 2020 alla Banca di Piacenza come direttore generale), maturò l’idea di poter fornire un supporto, consistente in particolare nella conoscenza della piazza, all’interno della struttura da lui diretta. Azienda di territorio, catena gestionale corta, risposte veloci, un CET 1 ratio ed un capital ratio entrambi pari a oltre il 19%. In Piacenza e provincia il 20% del mercato. Un gioiellino di banca. E rieccomi al lavoro».

«Da quando ho espresso quel giudizio sulla nostra Banca - ha precisato il dott. Longini durante l’incontro al PalabancaEventi - ho avuto modo di constatare come la stessa sia molto più di un gioiellino. Qui c’è ancora l’attenzione per il cliente con la filosofia di confezionargli, rispetto alle sue esigenze, un abito sartoriale».

Nella pagine della pubblicazione Longini/Nanetti offrono - in parallelo alla parte biografica - anche una lucida analisi dello scenario politico-istituzionale degli anni in cui si è sviluppata la carriera professionale dell’“ottimista ben informato” («in questo modo - ha spiegato la giornalista milanese - pensiamo di aver reso la lettura del libro non noiosa»), nella quale il giudizio sulla classe dirigente del nostro Paese non è tenera: «Abbiamo una classe politica e manageriale, con particolare riferimento alla seconda Repubblica, assolutamente incapace di programmare; governanti - indipendentemente dalle connotazioni politiche del periodo - che da 30 anni parlano di semplificazione burocratica e riduzione della pressione fiscale senza mai avere realmente inciso minimamente; una burocrazia folle, che rallenta la produttività del Paese; una presenza pubblica imbarazzante». Al termine, ai numerosi intervenuti è stata consegnata copia del volume.

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