Venerdì, 30 Luglio 2021
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Cinque amici fanno rinascere il rifugio di Prato Grande

Un gruppo di ventenni gestirà da domenica 18 luglio la baita "Monte Ragola" sopra Pertuso in Alta Valnure dopo un’analoga esperienza al Monte Chiappo, nel pavese

Cinque amici, poco più che ventenni, fanno ripartire il rifugio di Prato Grande, in Alta Valnure, chiuso dall’inverno del primo lockdown causato dal Covid nel 2020. Tommaso Groppi, Giovanni Tavelli, Alessandro Groppi, Monica Burgazzi e Matteo Chiesa aprono da domenica 18 luglio le porte della baita di montagna "Monte Ragola" del territorio di Ferriere.

Tre di loro avevano già affrontato un’analoga esperienza durante l’estate scorsa. I due Groppi (che non sono parenti tra loro) e Tavelli, grandi appassionati di montagna, avevano preso in gestione un rifugio sull'Appennino pavese: il monte Chiappo, a 1700 metri d’altitudine. «Era una zona che frequentavo da bambino – spiega Giovanni Tavelli, uno dei tre - insieme alla Val Boreca. Dopo un’escursione venni a sapere che cercavano qualcuno che portasse avanti la struttura. Ne parlai con gli amici e con la proprietaria: era il momento giusto per lanciarci».

Tre ventenni alla prima esperienza, con l’obiettivo dichiarato di far conoscere il monte Chiappo ai piacentini. «Era una zona di confine, distante un’ora e mezza da Piacenza, fuori mano anche per i bobbiesi. La “clientela” era esclusivamente dell’Oltrepò pavese e un poco dall’alessandrino. Abbiamo sfruttato i social per far sapere che tre ragazzi di Piacenza avevano cura di un rifugio a Pavia». Le cose sono andate bene. «Gli enti locali pavesi da tempo valorizzano la Via del Sale, cammino di 4 giorni di 90 km da Varzi (Pavia) a Portofino (Genova). Passava proprio per il nostro rifugio: un altro modo per farci conoscere». Così hanno tenuto aperto da inizio agosto alla fine di settembre, organizzando anche un festival musicale con artisti piacentini. Com’è stata l’esperienza? «Ci è rimasto il ricordo di tutte le bellissime albe viste a quelle quote. Ma ancora di più il rapporto con gli escursionisti. Il bello di un rifugio è l’accoglienza che riesci a dare a chi passa di lì dopo la fatica fatta per arrivarci».

Però il proprietario cambia e non viene rinnovata a loro la concessione. Così i tre – e rinforzati da altri due soci e coetanei, Matteo Chiesa e Monica Burgazzi – ci riprovano quest’anno nel Piacentino. Hanno trovato “casa” nella baita sopra Pertuso, da sempre portata avanti dalla Pro loco di Ferriere, ma chiusa da oltre un anno e mezzo dopo lo scoppio della pandemia. Gestiranno da domenica 18 il rifugio di Prato Grande, nel ferrierese, sopra Pertuso. La baita solitamente, in passato, era fruibile nel fine settimana. «Vogliamo tenerla aperta tutti i giorni – spiega Tavelli - fino a settembre. Vogliamo replicare quanto fatto sul Monte Chiappo, vivendo lì e dando un’adeguata accoglienza a chi verrà a trovarci da quelle parti».

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