Mercoledì, 19 Maggio 2021
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Comitato Ivaccari e Mucinasso: «Preoccupiamoci anche della qualità dell’aria a Piacenza»

«Una migliore qualità dell’aria determina indiscutibilmente una minore diffusione del virus»

Torna a farsi sentire il “Comitato Autonomo Pro-Ivaccari e Mucinasso”, proponendo alle istituzioni una serie di interventi per prevenire una eventuale seconda ondata di pandemia. «Preso atto della tragica situazione che ha caratterizzato i mesi scorsi – interviene il comitato - riteniamo che, nel caso di una seconda ondata di pandemia, che a detta degli esperti si riproporrà quasi certamente, essa potrebbe essere pericolosa sotto il profilo socio-economico, prevenire con alcune appropriate iniziative, contrasterebbe tale potenziale disastro». «La Pianura Padana – prosegue il comitato - detiene il primato riguardo alla pessima qualità dell’aria, per fattori climatico-ambientali e per fattori indotti da precise scelte economiche, come la scelta politica dei trasporti che avvengono su gomma al 90%. Lo sviluppo post-industriale è stato affidato alla logistica, emblematico il caso Piacenza e Provincia, provocando un disastroso impoverimento dei terreni agricoli ed una impermeabilità del suolo che provoca una indubbia alterazione climatica. In Pianura, soprattutto in Emilia, esistono e persistono allevamenti di animali che con i loro escrementi contribuiscono ad infestare l’aria che respiriamo, oltre che dal punto di vista olfattivo, fatto più grave, immettendo una serie di componenti chimici che nuocciono gravemente alla salute. I rifiuti organici degli allevamenti vengono commercializzati ed utilizzati dagli agricoltori come fertilizzanti provocando una immissione di ammoniaca nell’aria che crea bruciore delle vie respiratorie e danni sulla salute. La mancata disinfestazione delle aree verdi pubbliche e non solo degli ultimi anni ha contribuito ad una presenza sempre più marcata di insetti fastidiosi che sono soprattutto veicolo di diffusione di manifestazioni morbose e nocivi per la salute umana (la pastiglia anti zanzara è un semplice ed innocuo inganno palliativo)». «C’è un ritardo – aggiunge il comitato - nella rete dei trasporti pubblici e privati come il mancato sviluppo di collegamenti ecosostenibili (mancata realizzazione di metropolitane di superficie e dell’incremento delle piste ciclabili a norma sono esempi eclatanti). Sarebbe grave cecità politico-sanitaria escludere questi fattori sopracitati come elementi avulsi ed ininfluenti alla diffusione della recente epidemia, considerata la differenza che c’è stata anche tra le diverse aree regionali: una migliore qualità dell’aria ha determinato indiscutibilmente una minore diffusione del virus. Nessuno ha la verità in tasca, ma sicuramente alcuni interventi effettuati nella direzione indicata contribuirebbero ad uno sviluppo sociale ed economico più equilibrato che apporterebbe effetti benefici anche in campo sanitario».

                                                                      

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