«Con il Covid dovremo diventare tutti anfibi»

Il direttore di Economy Sergio Luciano al quarto incontro del ciclo di conferenze della Banca di Piacenza a Palazzo Galli dedicate a come il virus ci ha cambiato la vita. «Occorre sapersi muovere sia nell’ambiente fisico che in quello digitale per gestire le emergenze che richiedono distanziamento»

Gionelli e Luciano

«Auguriamoci che la batosta che stiamo subendo con questa emergenza sanitaria ci restituisca un mondo migliore, soprattutto per i nostri figli». Questo l’auspicio espresso da Sergio Luciano, direttore del mensile Economy, protagonista del quarto incontro (tema, “Emergenza e nuova economia”) del ciclo di conferenze organizzate dalla Banca di Piacenza a Palazzo Galli su come il virus Corona ci ha cambiato la vita. A parere del dott. Luciano - presentato da Robert Gionelli - osservando l’andamento dell’economia mondiale si può cogliere qualche segnale di speranza. «La pandemia - ha spiegato il giornalista - ha radicalmente cambiato il modo di pensare dei Governi e delle Banche centrali: ci si è resi conto che i costi di questa emergenza saranno per tutti talmente alti che il ricorso agli aiuti pubblici diventa indispensabile. Quindi, fortissima immissione di liquidità sui mercati e fine delle politiche restrittive. Ed è grazie alla sospensione del patto di stabilità se lo Stato italiano è riuscito a pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti pubblici, a garantire la cassa integrazione, a rifinanziare l’Inps. Certo, il problema resta il debito pubblico, ma l’alternativa, senza il massiccio ricorso agli ammortizzatori, sarebbe stato il disastro sociale».

Se a livello globale si può anche provare ad essere ottimisti, la situazione del nostro Paese dà qualche preoccupazione in più. Massiccio ricorso alla cassa integrazione, crollo dei voli aerei interni, drastico calo delle prenotazioni nei ristoranti, turisti stranieri in forte diminuzione. Da maggio, invece, c’è stata una ripresa degli ordinativi nell’industria che ora, con la seconda ondata del virus e i nuovi provvedimenti del governo, subirà una nuova frenata. «La fiammella della ripresa però c’è - ha osservato il dott. Luciano - si tratta solo di vedere quando si ravviverà. Altro fattore da tenere in considerazione, il totale dei depositi in conto corrente, che a fine settembre hanno eguagliato l’ammontare del Pil a 1650 miliardi. Un dato straordinario: peccato che non vengano investiti, però ci sono».

Sono due - secondo il direttore di Economy - i filoni di sviluppo per il nostro Paese: l’economia ambientale e la tecnologia digitale. «Nel primo caso - ha argomentato - siamo di fronte a una vastissima sensibilità sociale su tutto quello che non inquina e dunque i filoni di business sono tanti, dall’abbigliamento all’alimentazione. Il bilancio Ue 2021-2027 ha stanziato sulla green economy ben 1784 miliardi. La trasformazione digitale, invece, sta ormai invadendo ogni settore della nostra vita. Il Covid l’ha resa necessaria per aziende, scuola, Pubblica amministrazione e ci ha colti impreparati. Dovremo tutti diventare anfibi: un anfibio, infatti, si muove a suo agio sia nell’ambiente fisico che in quello digitale ed è capace, grazie alla sua intelligenza digitale, di gestire, anche per periodi prolungati, le emergenze che richiedono distanziamento interpersonale, senza “degradare” la qualità delle sue prestazioni manageriali».

Il ciclo di conferenze si conclude oggi, lunedì 26 ottobre, alle 18, con il professor Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che parlerà sul tema “Lo spirito d’intrapresa ed il fattore personale nel nuovo mondo del dopo virus”. La partecipazione è libera (precedenza ai Soci e ai Clienti della Banca). Per motivi organizzativi, la prenotazione è obbligatoria (relaz.esterne@bancadipiacenza.it; tf 0523/542137). E’ consigliato arrivare 10 minuti prima dell’inizio dell’evento, organizzato nel rispetto delle norme sull’emergenza sanitaria Covid-19.

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