«Con nutraceutici e probiotici si possono prevenire le patologie ed aumentare le performance produttive in modo sostenibile»

La nutrizione intestinale diventa un momento fondamentale per alimentare correttamente i ruminanti: l’efficienza produttiva, la sicurezza alimentare ed il benessere animale sono le linee guida per una produzione alimentare sostenibile

Il convegno

L’epitelio gastro-intestinale svolge due ruoli fondamentali: assorbire efficacemente i nutrienti e difendere l’ospite da molecole indesiderate (batteri, virus, tossine, micotossine, ammine). Molte di queste sostanze possono alterare la “impermeabilità” del lume intestinale, attivando così la risposta immunitaria locale e sistemica. Pertanto la nutrizione intestinale diventa un momento fondamentale per alimentare correttamente i ruminanti: l’efficienza produttiva, la sicurezza alimentare ed il benessere animale sono attualmente, e lo saranno sempre più, le linee guida per una produzione alimentare sostenibile. 

Questo obiettivo potrà esser raggiunto ottemperando l’interazione tra il metabolismo intestinale, l’equilibrio microbico e la risposta immunitaria dell’ospite negli anni a venire.

«Per questo- ha detto il dottor Carlo Paglia amministratore di Pro Tec che ha organizzato un convegno alla Cattolica (l’ottavo su queste problematiche) in collaborazione con la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali (Dip. Di scienze animali, della nutrizione e degli alimenti) - dopo tutti gli studi innovativi, nulla sarà come prima; tutto ciò che abbiamo studiato fino ad ora, va rivalutato; dobbiamo essere umili, ascoltare, unire, come si sta facendo, la ricerca ed applicarla. La società percepisce solo l’utile, ma dobbiamo cambiare; dal “semplice” nutrire, dobbiamo passare ad una nutrizione funzionale, nutraceutica per stare bene e meglio, perché se sta bene il microbiota, sta bene anche il ruminante».

«Il microbiota ruminale- ha detto Giovanni Ballarini, professore Emerito dell’Università di Parma - è tra i più studiati e più importanti eco- sistemi microbici. Com'è ampiamente noto, esso è essenziale per uno sviluppo fisiologico corretto dell’animale e per la capacità di trasformare carboidrati vegetali complessi, le fibre indigeribili dagli enzimi dell’apparato digerente dei ruminanti, in alimenti ad altissimo valore biologico quali la carne e il latte. Con l’incremento della domanda di prodotti di origine animale, diventa sempre più pressante la necessità di aumentare l’intensità e l’efficienza dei sistemi zootecnici. Una migliore comprensione del sistema gastrointestinale dei ruminanti, ed in particolare del metabolismo microbico ruminale, può concorrere in maniera determinante a ottimizzare l’efficienza e la sostenibilità delle produzioni zootecniche. Con l’avvento delle nuove tecnologie di sequenziamento del genoma, il problema della coltivabilità dei microrganismi è stato superato, per cui l’utilizzo della metagenomica ha permesso di allargare e approfondire le conoscenze sul microbiota del tratto gastrointestinale dei mammiferi, aprendo la strada a nuovi e affascinanti campi di ricerca. Il rapporto tra animale ed ambiente va ancora studiato. Tale “dialogo” - ha sostenuto Ballarini- crea le condizioni per lo sviluppo del sistema immunitario e sulla vascolarizzazione».

Ballarini ha ricordato che ci sono 160 specie diverse di ruminanti: «Brucatori e pascolatori che ingoiano anche terra ed i brucatori selettivi. Anche così si crea la flora microbica; quello del suolo lo conosciamo poco: le specie batteriche sono decine di migliaia. Pecore e vacche ingeriscono terreno attraverso la cotica; una vacca pure 2 kg al giorno ed anche attraverso fieni e farine. Quindi l’impatto del terreno esiste; dobbiamo capire i rapporti e come possiamo intervenire, così come dobbiamo comprendere il ruolo dei nutrienti nutraceutici e probiotici».

Erminio Trevisi docente della Cattolica, ha trattato dell’epitelio gastrointestinale «che ha un ruolo protettivo con le cellule caliciformi, dendritiche, paneth, FAE e le M scoperte da poco, I patogeni erodono l’epitelio e diminuiscono la capacità di assorbimento e quindi la crescita. Il sistema immunitario è in grado normalmente di evitare che i patogeni causino danni. Ma ci sono fattori come stress, abuso di amidi, stato immunitario, patologie, genetica, farmaci e fattori fisiologici che influiscono sulla permeabilità. Ad esempio: all’approssimarsi del parto si riscontrano variazioni significative. Anche l’epitelio dei pre-stomaci è in grado di riconoscere la presenza di patogeni. Bisogna dunque- ha chiarito- ottimizzare l’uso dei nutrienti che influenzano, limitare l’ingestione  di composti che riducono l’immuno-competenza. E’ essenziale una dieta bilanciata. Alcuni nutraceutici possono migliorare la funzionalità del rumine. La direzione in cui operare è di collegare i gruppi di ricerca per misurare il tutto».

«La ricerca nel giro di poco anni- ha ricordato il professor Lorenzo Morelli della Cattolica- ha compiuto passi da gigante; bisogna affrontare lo studio di questo eco-sistema e come gli esseri viventi interagiscono con l’ambiente. Solo ora- ha sostenuto Morelli- cominciamo a comprendere i funzionamenti del sistema intestinale».

«Sul mucolita intestinale dei vitelli- ha detto la dottoressa Maria Luisa Callegari- sappiamo poco, di più di quello dei suini. In ogni modo il momento del parto è importante per la sua formazione. Per risolvere le dissenterie l’uso dei probiotici è importante. Devono essere attivi e vitali, sicuri, sopravvivere nel tratto gastrointestinale, colonizzare l’intestino, arrecare beneficio fisiologico».

Ha quindi delineato le caratteristiche del progetto Foodtech (che intende sviluppare una serie di prodotti innovativi con caratteristiche nutraceutiche, per limitare l'uso di antibiotici e contribuire a mitigare il problema della farmacoresistenza in zootecnica) ed ha parlato dell’azione degli acidi umici e della tributtirina.

Il professor Maurizio Scozzoli libero professionista ha spiegato cos’è la fitoterapia che utilizza piante officinali che contengono sostanze adatte per scopi terapeutici. Non a caso molte medicine sono sintetizzate da molecole vegetali. «Bisogna valutare la pianta nel suo complesso, non nelle singole molecole. In veterinaria non esiste l’effetto “placebo” come sull’uomo. Le sostanze devono essere appetibili e resistere alla tecnologia mangimistica ed essere somministrabili con semplicità”.

Ha illustrato poi gli oli essenziali:”bisogna capirne gli effetti sui batteri in base ai dosaggi; sovente sono più efficaci degli stessi antibiotici ed agiscono anche sul biofilm che impedisce agli antibiotici di essere efficaci».

Maria Garcia Suares di Olmix France ha trattato degli effetti nutraceutici delle alghe con i loro principi attivi idonei a rinforzare il sistema immunitario nei momenti più difficili. «Nelle criticità aumenta la permeabilità della mucosa intestinale: con “Algimun” che aumenta l'integrità intestinale e la funzione immunitaria degli animali, utilizziamo principi attivi purificati. La Solereia chordalis rinforza il muco; Algimun si basa sull'associazione di due polisaccaridi solfati biologicamente attivi estratti dalle alghe marine grazie alla tecnologia innovativa di Olmix: MPS Barrier migliora l'integrità della parete intestinale per una maggiore resistenza alle aggressioni patogene e MSP Immunity modula la produzione di numerosi immunitari mediatori per rafforzare le risposte immunitarie innate e adattive. L'applicazione di Almun nei mangimi garantisce migliori prestazioni degli animali e maggiore redditività»

Altra azienda: la Domca, spagnola di Granada, rappresentata dal dott. Andrea Ricci che ha trattato dei prodotti derivati da aglio e cipolla che entrano poi, con altre sostanze, nei boli ruminali di Pro Tec. «L’azienda a Granada ha sviluppato la ricerca sull’attività antimucolitca di prodotti che utilizzano aglio e cipolla, ma anche di nuovi contro la listeria».

Infine Carlo Paglia titolare della Pro Tec, laureatosi in Agraria alla Cattolica e che collabora da anni con alcuni docenti dell’Università per la sperimentazione dei suoi prodotti. Ha trattato dei boli ruminali di ultima generazione che hanno la funzione di prevenire e ridurre le patologie ottimizzando l’efficienza nutrizionale a partire dalle materie prime presenti in azienda con un approccio nutraceutico che consente di ottenere un maggior benessere animale riducendo così l’utilizzo del farmaco ed, al contempo, massimizzando la economicità aziendale.

I boli consentono trattamenti di media-lunga durata con rilascio controllato e accuratamente dosato e sono utilizzati per i singoli animali che necessitano di terapia. Non lasciano alcuna traccia o residuo nel rumine. Ha illustrato il “Phito lact” per la fase di allattamento ed il Phito farmer P: migliorano il microbiota intestinale.

Ed ancora: la linea di boli ruminali nutraceutici Teca. Per l’ipocalcemia si può utilizzare Calcium T; per il post parto Premium T; per il ripristino della tonicità uterina Fertil T; per le patologie podali Podal. Con Immu gen af fiber digest, mangime complementare per le vacche si stimola la resilienza agli stress. Infine Fisio dry per la messa in asciutta e ridurre gli antibiotici.

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