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Bruno Silva

Bruno Silva

Consegnate le medaglie d’onore ai deportati e internati nei lager nazisti

Quattro medaglie alla memoria consegnate dalla prefettura. Una è stata consegnata a Lugagnano a Bruno Silva

Nel rigoroso rispetto della normativa vigente in materia di contenimento della diffusione del Covid 19, si è svolta in due distinti momenti la consegna delle medaglie d’onore riconosciute ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale.

Presso il Comune di Lugagnano il prefetto Daniela Lupo, alla presenza del generale Sergio Santamaria, comandante del Polo Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, del sindaco Antonio Vincini e del coomandante della locale stazione Carabinieri ha proceduto, durante una breve quanto sentita cerimonia alla consegna della medaglia al superstite Bruno Silva, militare deportato dal 08/09/1943 e internato a Hidelsheim.

In Prefettura, sulle note di sottofondo delle celebri colonne sonore dei film “La vita è bella”, “Schindler's List” e “Il bambino con il pigiama a righe” sono state consegnate le medaglie concesse alla memoria di:

  • Ido CASSINELLI, militare deportato dal 08/09/1943 al 01/08/1945 e internato nel Campo VI C di Meppen - Germania;
  • Osvaldo GALLI, militare deportato dal 13/09/1943 al 01/03/1945 e internato a Marienburg, Forbach;
  • Giovanni SIVELLI, militare deportato dal 17/09/43 al 27/4/45 ed internato in Germania;
  • Renzo VILLAGGI, militare deportato dal 08/09/1943 al 10/05/1945 e internato a Hannover.

Alla cerimonia hanno partecipato Santamaria, i sindaci dei Comuni di Piacenza, Cadeo, Gragnano, Monticelli e Rivergaro, i vertici delle forze dell'ordine e una rappresentanza della Consulta provinciale degli studenti. Al termine della consegna il rappresentante della Consulta degli Studenti con forte sentimento ha ringraziato per avere consentito di partecipare alla cerimonia affermando che “quando si costruisce il futuro visto che riguarda direttamente i giovani è giusto che nel loro piccolo siano già partecipi della sua costruzione”. I momenti della consegna, pur essendosi svolti in maniera assolutamente ristretta, sono stati ricchi dell'emozione della memoria che si tramanda grazie alla forza dei sopravvissuti e dei loro parenti e testimonia l'inaccettabilità e il rifiuto di ogni forma di discriminazione, razzismo violenza e odio.

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