Consiglio comunale ai Teatini per i 170 anni della Primogenita: «Comunità attaccata alle sue radici»

In Municipio conferita all’ingegner Luciano Gobbi la benemerenza civica di “Piacenza Primogenita”. Poi seduta speciale del Consiglio comunale ai Teatini con gli interventi del prefetto e del sindaco e di un rappresentante per ogni forza politica

Il prefetto Falco, il sindaco Barbieri, il presidente del Consiglio com. Caruso e il segretario comunale Gerardi

Il 10 maggio di 170 anni fa Piacenza espresse con un plebiscito la volontà di annessione al Piemonte. L’anniversario storico è stato ricordato con due eventi molto sentiti. Il pomeriggio si è aperto con la cerimonia di consegna dell’attestato di civica benemerenza “Piacenza Primogenita d’Italia” all’ingegner Luciano Gobbi, ex presidente della Banca di Piacenza. Alla presenza delle autorità cittadine, il sindaco Patrizia Barbieri gli ha conferito ufficialmente l’onorificenza attribuita, nelle passate edizioni, a don Giorgio Bosini, alla professoressa Anna Braghieri, alla Ong Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo e all’Associazione nazionale Alpini. Piacenza Primogenita d'Italia, il 170esimo - IlPiacenza

In seguito le autorità e i consiglieri comunali si sono trasferiti alla Sala dei Teatini. Qua si è svolta una speciale seduta di Consiglio comunale – simbolica e di rappresentanza, non c’erano argomenti all’ordine del giorno – aperta con l’Inno di Mameli. «Sono orgoglioso – ha inaugurato la seduta del Consiglio il prefetto Maurizio Falco - di essere in servizio in questa città in occasione di questo anniversario. C’è la consapevolezza di essere impegnato in una città come Piacenza. Una comunità piacentina che risponde con forza e innovazione, ma che rimane legata e attaccata alle radici. Essere qui oggi è un modo per non spezzare quelle radici e avere chiaro il grande impegno che ci ha preceduto». Il sindaco Patrizia Barbieri ha voluto sottolineare il ruolo dei predecessori.  «Porto il mio saluto ai presenti tra il pubblico che hanno dato tanto alla città: gli ex sindaci Paolo Dosi, Franco Benaglia, Stefano Pareti e i presidenti del Consiglio Claudio Ferrari, Christian Fiazza, Benedetto Ricciardi, Carlo Mazza». Barbieri ha tracciato un profilo storico del 1848. «All’epoca prevalse nettamente un sentimento di coesione sociale e nazionale nella nostra comunità, oggi perciò ricordiamo avvenimenti che hanno segnato la cronaca e storia di Piacenza». Dopo il sindaco si sono alternati i portavoce dei gruppi consiliari rappresentati in Consiglio comunale.

Nelio Pavesi della Lega Nord ha citato Giuseppe Verdi, protagonista del Risorgimento italiano, e Carlo Cattaneo, da sempre condiviso dalla Lega stessa. «Piacenza rivendica con orgoglio – ha detto Sergio Pecorara (Forza Italia) - l’appellativo di Primogenita che Carlo Alberto le diede. Con quel Referendum facemmo notizia, anzi, scalpore. Il resto d’Italia si compiacque e anche il Papa di quella decisione. Piacenza ha sempre saputo mediare con intelligenza e pazienza». «Fratelli d’Italia – ha aggiunto Tommaso Foti - ha nella sua sigla la sua opinione sul Risorgimento. Era giusto ricordare questo giorno con questa iniziativa e condivido le parole del sindaco e del prefetto». In un lungo e appassionato intervento, Christian Fiazza (Pd) ha ricordato anche l’anniversario del 9 maggio, giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, avvenuto quarant’anni fa, oltre ad altre figure di piacentini scomparsi che hanno fatto la storia cittadina come l’avvocato Francesco Daveri o gli ex sindaci Giacomo Vaciago, Alberto Spigaroli e Anna Braghieri. Antonio Levoni (Liberali Piacentini) ha rimarcato il concetto di “piacentinità”, «perché se 170 anni fa abbiamo chiesto l’annessione al Piemonte, va detto anche che siamo una città che ha più di duemila anni di storia». Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato la «scelta rischiosa e di appartenenza dei nostri concittadini dell’epoca. Tredici anni prima dell’Unità d’Italia i piacentini decisero in quella direzione». «Promuovendo il bene comune – è la sintesi dell’intervento di Mauro Monti (Liberi) - è possibile uscire dai personalismi e contrapposizioni preconcette», mentre Roberto Colla (Piacenza Più) ha ripreso uno stralcio di un intervento della sua ex collega Lucia Rocchi. «Non è solo una prova di retorica – ha dichiarato Gloria Zanardi del Gruppo Misto - ma un esercizio per capire chi siamo e da dove veniamo e avere più condivisione». «Mai come oggi – ha detto Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - è importante tributare l’omaggio del Consiglio a quei cittadini che votarono per l’Unità d’Italia. Ci lasciano un testimone». «Oggi è una giornata importante per Piacenza – ha chiuso i lavori il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso -, il 10 maggio 1848, in cui ci è stato cucito addosso il nome di Primogenita. È un evento dal significato storico importante. Ci siamo riuniti per non dimenticare che si è fatta onore in un’Italia non ancora unita. Siamo fieri di essere piacentini».

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