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Coronavirus: la Cia chiede a Regione e Governo interventi immediati per gli imprenditori agricoli

Chiesti sgravi fiscali a chi acquista cibo Made in Italy, estensione delle misure previste nella zona rossa a tutto il Nord Italia, sostegno ad agriturismi ed export, incentivi ai giovani agricoltori, semplificazione nell’accesso al credito, green ticket per imprese e deroga agli aiuti di Stato

Sgravi fiscali a chi acquista cibo Made in Italy, estensione delle misure previste nella zona rossa a tutto il Nord Italia, sostegno ad agriturismi ed export, incentivi ai giovani agricoltori, semplificazione nell’accesso al credito, green ticket per imprese, richiesta di deroga agli aiuti di Stato. Queste alcune delle proposte presentate da Cia-Agricoltori Italiani al Governo,«suggerimenti- chiarisce il presidente di Cia Piacenza Franco Boeri- che sono stati oggetto di approfondimenti ed integrazioni in una riunione svoltasi poi ieri a Bologna e che saranno formalizzate anche al presidente Bonaccini. In particolare Cia chiede per le imprese agricole locali, già quotidianamente alle prese con emergenze ambientali ed una soffocante burocrazia, l’istituzione della cassa integrazione in deroga ed uno sgravio contributivo totale del 25%  e ritardato del 75%».

«Abbiamo inoltre individuato la necessità- continua Boeri- di posticipare l’erogazione delle rate dei mutui e di elevare l’anticipo della Pac dal 50% al 70%. Si dovrà in aggiunta derogare sul durc (documento unico di regolarità contributiva), mettere a disposizione mutui a tasso zero e contrastare con decisione le pratiche sleali dei paesi che rifiutano le produzioni agricole italiane. Infatti- ricorda Boeri- sul versante dell’export si registra una contrazione del mercato, con ordinativi al ribasso e disdette causati da un clima generale di sfiducia che sta contagiando i nostri principali sbocchi commerciali all’estero, incentivando scorretti comportamenti commerciali».

«Cia- ha ribadito Boeri- sta lavorando con forza per vigilare sulla filiera e respinge ogni tentativo di speculazione operata sui prezzi dal campo alla tavola. A peggiorare questa situazione i problemi legati alla logistica e alla distribuzione che limitano l’attività delle strutture produttive».

«Inoltre- ricorda Boeri- particolare attenzione va rivolta alle ripercussioni nel settore agrituristico, con numerose disdette dei turisti stranieri per i mesi di aprile, con le feste pasquali, e di maggio. Ricordo- conclude Boeri- che questa attività di ospitalità è divenuta fondamentale per le nostre aziende di collina e montagna, essenziali per integrare il reddito aziendale. Il loro annullamento pone a rischio realtà produttive che, ribadisco, svolgono con la loro presenza un presidio indispensabile per la tutela di queste zone svantaggiate».

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