Coronavirus, non quadra il confronto tra le province emiliane

Covid-19: il report periodico con l’evoluzione dell’epidemia

Nel maggio scorso, come documentato da precedenti report, avevamo segnalato a Regione e Protezione civile, il sensibile disallineamento (600-1000 casi) dei numeri ufficiali delle “Persone in isolamento a casa” pubblicati sui loro bollettini giornalieri. Il rilievo era stato accolto dall’’Ufficio stampa del Ministero della Salute e dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile che dopo una verifica con i tecnici informatici avevano ovviato alla “discrepanza”. 

1-20-8

Ritorniamo sull’argomento perché abbiamo segnalato alle fonti di Regione Emilia- R. e Ministero che dal mese di luglio il dato “totale casi” delle singole province - riferito alla stessa ora/giorno dai loro comunicati  - non coincide. Questa la spiegazione pervenuta in tempi solleciti:

La discrepanza è dovuta ad una diversa rappresentazione dei dati tra la Regione e il livello nazionale. Da fine giugno infatti il Ministero ha richiesto di segnalare loro i dati per provincia di residenza dei casi confermati mentre in precedenza, così come ancora viene fatto a livello regionale, la distribuzione dei casi veniva rappresentata per ASL di diagnosi”.

Abbiamo replicato che la rappresentazione numerica nazionale e regionale dovrebbe utilizzare a scopo comunicativo un unico sistema, oppure visualizzare note di spiegazione, altrimenti, per il cittadino lettore o le altre Istituzioni, diventa impossibile capire come stanno le cose. Comparando il dettaglio per provincia relativo l’ultima settimana, i numeri della Regione sono superiori a quelli della Protezione Civile con un divario compreso tra i 9 casi di Ravenna e gli oltre 130 di Piacenza, con l’anomalia di Ferrara che segna un rapporto negativo.

E ancora i numeri complessivi di Regione/Protezione civile sono identici, ma quello della Protezione Civile non corrisponde alla somma degli addendi.

In tema di anomalie vi è anche la mancanza di un dato ufficiale del numero dei decessi Covid – 19 a Piacenza. Alcuni media con la conta “fai da te” ne indicano 967, il nostro conteggio arriva ad almeno 980, abbiamo chiesto lumi alla AUSL, ma questa, fino ad ora ha fatto orecchie da mercante.

LA PANORAMICA

2-14-5

I dati forniti da fonti ufficiali indicano che nel mondo, al 13 agosto, i casi totali di coronavirus hanno superato quota 20 milioni e 438mila, con oltre 744.000 decessi.

I casi confermati sul nostro territorio nazionale negli ultimi sette giorni hanno registrato un incremento giorno dell’1,4%, circa mezzo punto in più dei cinque giorni precedenti. In lieve miglioramento la situazione della nostra provincia.

COVID-19 Italia

CASI TOTALI

CASI ATTIVI

GUARITI

DECEDUTI

12-ago

251.712

13791

202697

35225

variaz. 13-8

+523

+290

+226

+6

Sul territorio nazionale la circolazione del virus rimane endemica con rilevanti differenze regionali e mostra importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri.

3-9-12

Il report è stato redatto con la collaborazione di Oreste Grana per la copertina e di Giuseppe Pagani per le raffigurazioni grafiche.

Alle raccomandazioni della Comunità scientifica:

… rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale sulla incertezza della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico… accompagniamo la lettura di questa composizione poetica, composta a Ferriere dove è in vacanza, dal “vate” lombardo Angelo Fregoni:

IL CORONAVIRUS  

Fu la Cina la prima a incominciare,

con un virus che non sapeva come debellare.

Contagiati e morti sono tanti,

ma bisogna andare avanti.

Bisogna chiudere gli aeroporti,

e bloccare i passaporti.

Sono tante le paure

e si fanno un sacco di congetture.

Il sacrificio e il coraggio dimostrato,

alla fine fu premiato.

Diminuirono i morti e i contagiati,

e aumentarono di molto anche i guariti.

Ma purtroppo il virus dalla Cina si propagò,

e anche in Italia in poco tempo arrivò.

Appena giunto in Lombardia,

prese il nome di pandemia.

Grande panico negli abitanti,

con mascherine occhiali e anche guanti.

Relegati in diversi paesi come in una fossa,

che fu chiamata zona rossa.

Non si entrava e non si usciva; il divieto era per tutti,

e con grande soddisfazione si raccolsero poi i frutti.

Ma il gran virus non si fermò,

anche il Veneto torturò.

In poco tempo diventò un tormentone,

e attraversò tutta la nazione.

Il grande coronavirus proseguì la sua corsa,

dimostrando una vera faccia tosta.

Pian piano arrivò in quasi tutte le nazioni

e con il suo modo cattivo e furibondo,

sparse vittime in tutto il mondo.

Comunque anche se controproducente,

ve lo devo dire ugualmente.

Furbi, grandi e potenti di questa terra,

non vinceranno mai questa grande guerra.

Ma questa guerra invisibile,

sarà vinta solamente da scienza e coscienza,

che cancellerà dalla terra la grande impertinenza.

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